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Epidemiologia e Ambiente in valle Bormida


Dopo quasi un anno e mezzo dalla sua redazione, finalmente martedì 4 giugno, presso il teatro “Chebello” di Cairo Montenotte si è svolta la tanto attesa conferenza pubblica per esporre i contenuti dello studio epidemiologico commissionato all’IST di Genova (37.000€).

Alla conferenza hanno partecipato esponenti dell’ARPAL, dell’ASL2, del San Martino di Genova, il sindaco Lambertini al quale riconosciamo il merito di avere organizzato, anche se in ritardo, un evento importantissimo per il territorio. Erano presenti i rappresentanti di alcune delle sei associazioni ambientaliste che hanno sottoscritto un documento unitario letto durante la seduta, vari amministratori pubblici e molti politici locali.  C’erano anche i cittadini, non troppi per la verità: pensionati e alcuni lavoratori che avranno dovuto usufruire di un’ora di ferie per poter esserci, visto il giorno e l’orario di inizio (17:00), disincentivante per una congrua partecipazione che avrebbe dovuto essere importante quanto gli argomenti trattati.

Sono stati esposti dati ambientali ed epidemiologici che hanno evidenziato una situazione preoccupante tutta da approfondire e da aggiornare, dai confini ancora incerti.

Chi vive in valle da anni con un minimo di sensibilità ecologica si rende conto che le condizioni generali che riguardano la qualità dell’ambiente sono abbastanza critiche, forse da sempre, ma ancora attuali malgrado la deindustrializzazione e il progresso tecnologico degli ultimi decenni. Basta guardarsi intorno, osservare anomali fumi neri fuoriuscire dalle sommità di alte ciminiere, annusare l’aria in varie zone del territorio in cui sono presenti attività industriali vecchie e nuove. Gli impianti si trovano spesso a brevi distanze da luoghi abitati nei quali si percepiscono odori, miasmi, rumori e si notano sversamenti, polveri, morie di pesci, insetti e alberi, quant’altro capace di denotare l’esistenza di una situazione difficile e non molto favorevole al benessere e alla salute delle persone.

A tale riscontro sono stati esposti i dati ARPAL che paradossalmente contraddicono questo stato di cose, quasi fosse uno scenario nell’immaginario collettivo: una raffigurazione virtuale della realtà. I parametri ambientali “rientrano nei limiti”, la nostra qualità dell’aria è piuttosto buona, forse invidiata da valdostani e trentini, anche a poca distanza dalle centraline di rilevamento che riversano proprio quei valori, dove spesso ci si trova a transitare in auto costretti a chiudere i finestrini per l’odore acre e fastidioso che imperversa tutt’intorno.

Non mettiamo in discussione la buona fede dei tecnici che gestiscono gli apparati e i dati, ma ci auguriamo che vengano rivisti i metodi di rilievo, con nuove strumentazioni, magari approfondendo certe indagini con protocolli differenti. Sappiamo che condizioni climatiche, meteorologiche e posizionamenti delle strumentazioni, possono incidere sostanzialmente sulle risultanze analitiche. Di sicuro il Benzene e soprattutto il Benzo(a)pirene, così come PM10 e PM2.5, non sono elisir di lunga vita e andrebbe presa in seria considerazione l’individuazione certa della loro fonte di immissione con monitoraggi ai camini (SME), anche per verificarne la puntuale concentrazione all’uscita, non solo in diluizione a distanza.

Dobbiamo tenere presente che la Regione Liguria ha adottato il Piano Regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria e per i gas serra con d.C.r. n. 4/2006 e s.m.i. Nelle disposizioni attuative del piano era previsto che, ciascun ente, nell’ambito delle proprie competenze, intervenisse coerentemente alle strategie del piano al fine di riportare i valori di concentrazione degli inquinanti nell’aria ambiente nei limiti entro i termini stabiliti dalle norme. La zona IT0705, che ai sensi della d.G.R 946/07 comprende i Comuni di Altare, Cairo Montenotte e Carcare, presenta infatti alcune aree nelle quali le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno fatto registrare il superamento del limite medio giornaliero per la protezione della salute per le PM10 e del limite medio annuo per la protezione della salute per il biossido di azoto. Con riferimento alle PM10, la Corte di Giustizia UE ha condannato l’Italia per non aver provveduto, negli anni 2006 e 2007, affinché le concentrazioni non superassero i valori limite fissati dalle direttive europee.

E ora veniamo ai tanto attesi “dati epidemiologici”.

Il quadro esposto è senza dubbio preoccupante, anche alla luce delle risultanze secondo le quali, dal 1988 al 2012/13, l’indice di incidenza di mortalità e ricovero per tumore allo stomaco e altre patologie analoghe sono decisamente superiori al resto della regione.

Questo fino al 2012/13.

E poi?

Visto che dai dati ufficiali ARPAL è emerso che negli ultimi anni si sono verificati sforamenti sulle emissioni del Benzo(a)pirene, oltre a tutta una serie di situazioni aggiuntive che non vorremmo fossero state sottovalutate o non considerate, la situazione ad oggi potrebbe essersi notevolmente aggravata e la percezione di un incremento della diffusione di malattie anche respiratorie, pure tra i giovani, lascerebbe intendere proprio questo.

Oltretutto occorre tenere presente, che, a quanto pare, i dati interpretati in questa indagine epidemiologica sono incompleti (leucemie mieloidi acute), non riguardano tutti i comuni del comprensorio e soprattutto mancano di georeferenziazione, ovvero, non individuano e considerano gli esatti luoghi di residenza o domicilio dei soggetti colpiti. Altrettanto grave è che non si sia valutata l’incidenza di patologie neurodegenerative come SLA, Distrofia, Parkinson, Alzheimer e affini, apparentemente molto diffuse, specialmente nell’ultimo periodo.

Mancano valutazioni sulle malattie “professionali”, strettamente connesse ai luoghi di lavoro.

In tal senso abbiamo appreso durante l’esposizione dei dati che se all’esterno di un impianto ci sono 5 µg/m3 di inquinante potenzialmente tossico, all’interno dello stesso impianto, ovvero nel luogo in cui opera il lavoratore per buona parte della giornata e della vita, possono essercene 3000 µg/m3, ovvero 600 volte di più!

Questo fattore dovrebbe risultare significativo per la determinazione del rischio a carico di chi svolge la propria attività lavorativa, imporre una seria riflessione anche in ambito sindacale, indicare con maggior rigore la criticità di un impianto e il suo conseguente impatto ambientale e sanitario.

Chi ha perso famigliari o deve assistere un malato anche terminale, oltre al disagio e alla sofferenza che tutto ciò comporta, si pone delle domande alle quali vanno date risposte certe, specialmente a chi ha bambini da crescere in salute e con un futuro da salvaguardare.

Ora vorremmo che tutti quanti, a cominciare dai sindaci dei comuni interessati dagli esiti preoccupanti dell’indagine che riteniamo parziale ed obsoleta, si muovano con atti concreti finalizzati a:

1. Promuovere presso le istituzioni preposte l’ampliamento, approfondimento e aggiornamento dell’indagine epidemiologica su tutti i comuni della valle, onde ottenere esiti certi ed immediati da divulgare alla popolazione, utili a prendere i necessari provvedimenti a tutela della salute e dell’ambiente;

2. In ottemperanza al d.C.r. n. 4/2006 (Piano Regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria) sollecitare presso ARPAL e enti preposti l’avvio di un concreto ed efficace monitoraggio ambientale nei siti critici per l’individuazione certa dei fattori inquinanti;

3. Individuazione delle fonti di inquinamento e degli inquinanti specifici correlati all’insorgenza delle patologie riscontrate nelle aree a rischio;

4. Obbligo di installazione di SME ai camini delle aziende che immettono sostanze in atmosfera;

5. Rendere pubblici in tempo reale i dati ambientali rilevati mediante strumenti facilmente accessibili a tutti;

6. Evitare l’ulteriore insediamento di attività critiche dal punto di vista ambientale senza una Valutazione ambientale strategica (VAS) e la valutazione complessiva di impatto sanitario sul territorio (VIS), ai sensi della Legge n. 221 del 2015;

7. Vista la situazione territoriale e le numerose criticità, richiedere la presenza stabile della sede ARPAL in valle Bormida, per esigenze operative e di rapido intervento in caso di emergenza.

Per concludere, non possiamo fare a meno di menzionare le associazioni ambientaliste, anche di portata nazionale, che hanno partecipato all’evento con la redazione e lettura del documento unitario di pubblica denuncia circa la situazione locale. Il Meetup Amici di Beppe Grillo Valbormida le ringrazia sentitamente per il loro impegno e ne condivide il contenuto.

  • Progetto Vita e Ambiente
  • Associazione rinascita valle Bormida
  • ALA Associazione lavoratori ACNA
  • WWF sezione valle Bormida
  • Rete ambientalista
  • Medicina democratica
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Alla prova dei fatti


La Rete nazionale dei registri tumori e il referto epidemiologico sono legge


Oggi una delle battaglie storiche del MoVimento 5 Stelle è finalmente legge dello Stato! Abbiamo approvato la “Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di Sorveglianza ed il referto epidemiologico“.

Un’arma in più nella nostra lotta contro il tumore, ma anche uno strumento indispensabile che ci consentirà di salvare vite umane attraverso un’adeguata prevenzione e le terapie migliori.
Fare prevenzione primaria equivale a evitare che le persone si ammalino. Vuol dire passare da una sanità di attesa a una sanità di iniziativa, così da prendere il cancro in contropiede.
I diversi registri tumori locali, sorti nel secolo scorso, monitorano i dati oncologici di circa il 70% della popolazione italiana.

Con questa legge diamo un nuovo impulso per arrivare sempre più vicini al 100% di copertura sul territorio italiano. Partendo da tali dati potremo arrivare ad una mappa completa delle patologie neoplastiche maligne presenti su tutto il territorio italiano.
Forniremo a ricercatori, statistici, oncologi, epidemiologi, che hanno dedicato la loro vita allo studio e alla ricerca per debellare malattie come i tumori, una matrice di dati periodicamente aggiornata, in una vetrina unica, rilevata con metodi scrupolosi e standardizzati.

Accedendo a questi dati, i nostri cittadini potranno sapere se vivono in aree territoriali dove il grado di incidenza di una patologia è più elevato rispetto ad altri siti.
Secondo il report 2018 AIRTUM, ogni giorno abbiamo 1022 nuove diagnosi di tumore maligno, mentre secondo l’ISTAT nel 2016 abbiamo avuto 490 morti per patologie neoplastiche.
La correlazione tra le condizioni ambientali e le patologie che si sviluppano in un determinato territorio cambieranno in maniera radicale l’approccio a queste patologie.
Il lavoro di ricerca non si fonderà più su dati tardivi o non aggiornati, né su proiezioni da territori limitrofi, ma su dati certi e puntuali per una presa di responsabilità diretta relativamente allo stato di salute in quel determinato territorio.

Grazie a questa legge verrà istituito e disciplinato per la prima volta il referto epidemiologico, che sarà il contenitore dei dati sulle malattie insorgenti di una comunità, in uno specifico ambito temporale e territoriale, restituendo, a specchio, la fotografia dello stato di salute di quella popolazione residente.

Un altro passo compiuto per riavvicinare il nostro servizio sanitario ai cittadini.

Grazie a questo strumento riusciremo anche a monitorare la sopravvivenza per patologia neoplastica da nord a sud del Paese e capire come uniformare i percorsi diagnostici e terapeutici su tutto il territorio nazionale.
La prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano ancora le armi più efficaci per sconfiggere i tumori. Contrastare il cancro sul tempo equivale a salvare vite umane. C’è ancora tanto lavoro da fare, non ci fermiamo e andiamo avanti. Lo dobbiamo ai malati e alle famiglie di chi ha sofferto e soffre, di chi continua a combattere e tiene duro, ma non perde la speranza. Mai.

Massimo Enrico Baroni, Alberto Zolezzi, Maria Domenica Castellone

Esito delle elezioni a Cairo Montenotte


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Oh… che bello!

Non c’è più il PD!

Hanno vinto quelli di destra… quelli che… QUELLI CHE COSA?

Certo, ci hanno tolto dai piedi gli eredi, amici e compari di Briano, come è accaduto a Savona e in regione Liguria, ma siamo davvero sicuri che i cairesi tra cinque anni potranno essere soddisfatti?

Proprio i savonesi già ora potrebbero darci un’indicazione di come realmente stanno le cose: PERFETTA CONTINUITA’ CON IL PASSATO, stesso film ma… con attori diversi!

A parte le fregnacce sugli immigrati alle quali francamente è difficile dare credito, pare che la continuità con le precedenti amministrazioni piddine sia pressoché PERFETTA, un dèja-vu, al punto che possiamo fare delle “profezie”.

Azzardiamo!

Rispetto ai propositi espressi nella campagna elettorale e nel programma, osservando quanto realizzato finora in regione e nel comune di Savona dalle stesse “entità” politiche, potremmo ipotizzare ciò che potrebbe realizzarsi a Cairo nei cinque terribili anni che ci attendono.

SVILUPPO INDUSTRIALE E AMBIENTE

Un binomio tipico cairese al punto che, nella precedente giunta, un unico assessore deteneva le due deleghe. Ovviamente quella per l’ambiente c’era perché doveva esserci, mica perché serviva a tutelare l’ambiente.

Ci saranno tante belle novità tra le quali l’ulteriore ampliamento della FILIPPA, impianti PROFUMOSI ed INQUINANTI già ESISTENTI preda di esasperanti libertà di continuare ad esprimersi al meglio. Nuovi centri trattamento per rifiuti civili ed industriali PERICOLOSI e speciali: attività di “pregio” propagandate come “eccellenze” da parte di “illuminati” imprenditori che con l’ultimo ed avveniristico impianto INCENERITORE, ops… “termovalorizzatore”, chiuderanno la filiera del rifiuto.

Tutte iniziative imprenditoriali rinomate per produrre enormi business e disgrazie ambientali.

Gli imprenditori della rumenta diverranno i Bill Gates della valle Bormida che sarà l’Eldorado, la “Silicon valley” del settore, attirando “coloni” a caccia di territori vergini per impiantare attività di ogni genere e sperimentare nuove tecnologie con risultati tutti da sognare.

E poi tutti questi poveri e bisognosi immigrati… non saranno mandati a casa ma… verranno INTEGRATI nelle aziende a maneggiare rumenta: mano d’opera a buon mercato da impiegare ovunque (tanto gli italiani non vogliono abbassarsi a fare lavori umili… sporchi e sottopagati, con poche ferie, senza tredicesima, quattordicesima… magari con la pretesa di lavorare solo 10/12 ore al giorno per 5 giorni e massima disponibilità per i week end).

I cittadini invece potranno continuare a lamentarsi e chiedere maggiori controlli ad un’amministrazione attenta a dare pacche sulle spalle, distribuire quiz e centraline di rilevamento ma… sarà sempre TUTTO A POSTO. Anzi, per evitare di annusare puzze, sarà chiesto loro di variare la dieta: meno legumi e più carboidrati.

La valle Bormida diverrà per la rumenta quello che è Alba per il tartufo, la Langa per la nocciola, Murano per il vetro, magari con tanto di classificazione D.O.P.

Oltretutto ci sarà tanto lavoro… soprattutto per una sanità che fa business.

Arriveranno enormi risorse economiche dalla regione, da gestire ed impiegare in ogni genere di attività inutili ed improduttive, con tanti appalti, tante poltrone ed incarichi da affibbiare.

Se a qualcuno fosse sfuggito… un assessore della precedente giunta è ora in quella nuova e incredibilmente il 10 giugno manifestava a Ferrania al fianco delle “vittime” dei miasmi probabilmente generati da un impianto da lui stesso approvato. La lista Pennino non c’era, giustamente per coerenza. Quando mai stare al fianco dei cittadini contro aziende?

SANITA’

La sanità ligure è una delle peggiori, lo dicono i dati e i cittadini costretti a rivolgersi alle strutture extra-regionali. L’ospedale di Cairo sarà PRIVATIZZATO con discutibili prospettive circa costi e qualità dei servizi forniti. Dopo ripetuti fallimenti gestionali, i debiti e i disagi saranno ripagati dai cittadini quando per necessità tornerà pubblico: un classico italiano.

PIANIFICAZIONE URBANISTICA e LAVORI PUBBLICI: CEMENTO abbondante per tutti.

I maggiori costruttori locali (i soliti) troveranno linfa vitale in un’adorabile amministrazione di questo tipo. Nuove lottizzazioni e tanti metri cubi. Il valore commerciale dell’esistente crollerà per la persistente crisi del settore, il degrado ambientale e l’abbondanza di offerta. Tuttavia il mercato immobiliare, con prezzi da liquidazione, sarà più appetibile ad immigrati e ceti sociali bassi in arrivo a seguito del boom rumentario.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PARTECIPAZIONE PUBBLICA e TRASPARENZA.

Sarà tutto come sempre: decisioni prese in segrete stanze tra politici, amministratori e imprenditori, ratificate in riunioni di consiglio deserte all’insaputa dei cittadini che si vedranno cadere dall’alto terribili decisioni che riguarderanno la loro vita e il loro portafoglio.

SICUREZZA, IMMIGRAZIONE e SERVIZI SOCIALI.

Nulla di diverso da prima… anzi, no, ci sarà bisogno di maggiore manodopera di importazione e quindi… social housing per accogliere operai e famiglie. Ovviamente da gestire con molta “cooperazione” e ulteriori affari.

I giovani troveranno un futuro migliore altrove, almeno quelli ambiziosi, preparati ed in salute. Altri senza speranza si affideranno ad accoglienti movide locali dove i fumi dell’alcol allontaneranno dalle loro menti le immagini di un luogo ed un avvenire senza speranza.

Gli anziani? A parte il voto… a che servono? Al business sanitario! L’importante che abbiano “grano” da spendere.

Certo, si fa presto a far supposizioni sul futuro ma la storia è sempre la stessa, basta ricordare il passato ed osservare il presente.

Speriamo non sia così o… dovremo chiedere a Vaccarezza?

Referendum costituzionale.


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Finalmente!
Alla fine ce l’abbiamo fatta!

NON NE AVEVAMO DUBBI!

Anche se il regime disponeva (e dispone ancora) di ogni genere di potere… economico (soldi nostri) e mediatico (TG, talk show e giornali), lo ABBIAMO BATTUTO mantenendo in vita la nostra Costituzione, anche se negli anni è stata la norma più vituperata e disattesa.

Ciliegina sulla torta?

Il RENZISMO è FINITO!

Purtroppo il sistema non vive solo di renzismo come non viveva prima di berlusconismo e pertanto ci aspettiamo colpi di coda, come il solito inciucio istituzionale per non fare scegliere al popolo i propri governanti, almeno fino al 2018.

Tuttavia, per guardare il “bicchiere mezzo pieno” ci siamo liberati della SCHIFORMA COSTITUZIONALE  Renzi-Boschi-Verdini voluta dai poteri forti e, soprattutto, di quell’individuo NON ELETTO DA NESSUNO che con il suo partito ha portato il paese ad ottenere la poco invidiabile vetta europea di possesso dei record negativi in tutti i settori, economici e sociali.

È un piccolo passo in avanti, una battaglia vinta…  ma la guerra continua e la vinceremo.

PS.  Ora auspichiamo (anche se non ne siamo tanto convinti) che i “renziani” LOCALI seguano il loro “idolo” e, uno dopo l’altro, si tolgano cortesemente dai piedi, magari senza convertirsi in altre vergognose fazioni politiche all’interno di un partito tossico per il paese.


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Nessun ospedale di AREA DISAGIATA in Valbormida.


VIGNETTA SALVINI 2

L’ospedale di Cairo non sarà di AREA DISAGIATA e forse continuerà ad essere quello che è ora: un OSPEDALE DISAGIATO.

La mozione di Melis è stata bocciata, respinta a favore di quella della premiata ditta VACCAREZZA&BOLOGNA, benedetta dalla Viale e dalla compagine leghista, anche della valle, che ha assistito con il Comitato sanitario alle votazioni in Consiglio regionale.

Quelli che dovevano “fare sparire” gli immigrati, a quanto pare, con la loro politica in favore di chi lucra sulla sanità, sembrano più propensi a fare sparire i diritti dei cittadini, mentre, ovviamente, gli immigrati rimangono, anzi, pare che tutto sommato che a chi governa la Regione facciano proprio comodo per fare propaganda in prossimità di elezioni.

Si perché nelle campagne elettorali della Lega si parla quasi esclusivamente di immigrazione anche perché lo slogan di sempre “Roma ladrona” hanno dimostrato nei fatti che tutto sommato è ormai per loro inopportuno.

Invece non parlano di quello che poi faranno, dopo che gli immigrati gli hanno fatto prendere i voti, dei tagli ai servizi sanitari, cementificazioni selvagge, privatizzazioni di tutto ciò che è da sempre bene comune, magari a quattro soldi.

No, troppo comodo, più facile prendere per i fondelli i cittadini, tipo quei 18.000 che hanno firmato la petizione per ottenere lo status di AREA DISAGIATA per l’ospedale di Cairo e poi raccontarci “balle” sul rispetto delle esigenze del territorio.

Quello status che garantirebbe un pronto soccorso H24 in Valbormida, quello che potrebbe salvare la vita a qualche cittadino valligiano durante un banale nevicata, evento ormai nefasto per le nostre zone a causa di una pessima gestione dello sgombero neve e delle emergenze di questo tipo.

Il 5 marzo scorso ce lo hanno ricordato nei fatti coloro che avrebbero la responsabilità di questo servizio, e incredibilmente continuano ad averla, malgrado tutto.

18.000 cittadini, che fanno parte del tanto sbandierato “territorio”, che a quanto pare NON CONTANO NULLA … però i loro voti, al momento giusto, contano.

Forse per questo motivo o scopo, per le elezioni amministrative del prossimo anno a Cairo, Vaccarezza & C. potrebbero decidere di farci vedere un barlume di pronto soccorso ma poi, dopo le elezioni, magari i “numeri” non saranno sufficienti a mantenerlo operativo e quindi… tutto come prima… come ora… se non peggio come ha fatto intendere ai più il neo commissario della ASL.

“Non ci sono i numeri” oppure “Non ci sono soldi” … siamo sicuri?

Stranamente per altri scopi che non corrispondono alle esigenze dei cittadini, ma di tanti privati, numeri e soldi ci sono sempre.

La sanità ligure è una torta da 11 miliardi all’anno e non si trova un milione per l’ospedale di AREA DISAGIATA a Cairo?

In vista della privatizzazione tanto desiderata da Vaccarezza & C., probabilmente, al “privato” il pronto soccorso e i posti letto non interessano… costerebbero troppo e troppe sarebbero le responsabilità.

Se ne può fare quindi a meno, meglio mandare i pazienti a Savona o Pietra Ligure… li di numeri ce ne sono, anzi, forse già ora troppi.

Per questo motivo che in quei pronto soccorso, già di per sé congestionati, si fa molta attesa per essere assistiti in tutta fretta, magari con qualche “svista” per eventualmente essere pure parcheggiati in qualche reparto non idoneo per mancanza di posti letto.

Oltretutto si obbligano così i parenti, anche anziani non automuniti, al calvario dei continui viaggi per visite ed assistenza ai propri cari ricoverati in riviera quando potrebbero essere a due passi nell’ospedale di Cairo.

Meglio anche spremere le pubbliche assistenze per portare i pazienti valbormidesi in riviera, poi magari anche quelle, con pochi volontari anziani ed esasperati, verranno buone per la privatizzazione.

Tutto fa business.

Sembra quasi un gioco, un gioco sulla pelle dei cittadini, anziani e malati che magari non hanno le risorse economiche per curarsi efficacemente presso una struttura privata, il tanto decantato “privato” di Vaccarezza & C.

Quel sistema tipico all’americana nel quale viene curato efficacemente solo chi paga o è assicurato.

È questo il sistema sanitario che vogliono i cittadini liguri? Anche quelli che ce l’hanno con gli immigrati e che per questo hanno votato Lega?

Il rammarico è che questi progetti vanno avanti con la collaborazione di amministrazioni comunali della Valle come quella di Carcare che dovrebbe avere a cuore le esigenze del suo territorio e dei suoi cittadini, non quelle di Vaccarezza o di gente che vuole fare affari sulla salute delle persone.

Auguri biodigestore.


L’inaugurazione del Biodigestore con i pareri favorevoli di Regione, Provincia e Comune di Cairo M.tte, non lasciano dubbi su quanto sia difficile, se non impossibile, tutelare e difendere in concreto la salute dei cittadini di Cairo M.tte e l’ambiente nella nostra valle.
Le associazioni Ambientaliste hanno sempre cercato e trattato il tema “Rifiuti” fuori dalle logiche di interessi di parte cercando di costruire un percorso che affrontasse i punti di forza e di debolezza dei progetti possibili. Abbiamo fatto presente e contrastato la sua collocazione e dimensione, ed è per questo che abbiamo sempre sostenuto e proposto il sito alternativo del Consorzio del Cira di Dego, che possedeva già i requisiti di base per la realizzazione di un Biodigestore e che disponeva di un capitale completamente pubblico e modulato per l’intero bacino di utenza dei 19 Comuni della Valbormida.
E’ evidente che sono state ignorate le criticità che ne deriveranno e che si sommeranno a quelle già presenti e irrisolte.
A questo si aggiunge la Sentenza del TAR, riguardante il ricorso per l’Annullamento del Decreto Autorizzativo della Regione Liguria, presentato da Are Vallebormida, Associazione Forum Ambientalista e un privato cittadino, sulle criticità espresse nei riguardi del Biodigestore, deciso a Genova in camera di consiglio il giorno 14 gennaio 2016 con l’intervento dei magistrati Giuseppe Daniele, Presidente, Paolo Peruggia, Consigliere e Richard Goso, Consigliere Estensore.
Si è preferito dare più importanza alla forma che alla sostanza, ossia la salute dei cittadini. Ciò che conta sono le norme, peccato che sempre più spesso norme e regole valgono per i deboli e mai per i potenti!
Questa sentenza inoltre è stata emessa alla vigilia della sua inaugurazione e ne ha come suggellato i festeggiamenti avvenuti alla presenza del gotha della politica locale e regionale.
Per bocca del sig. Claudio Busca, patron della FG Riciclaggi, abbiamo anche appreso dallo stesso palco dove si celebrava l’inaugurazione dell’impianto, della sua grande amicizia con il Sindaco di Cairo Montenotte, l’Avv. Fulvio Briano, segretario provinciale del PD, lo stesso che nel pieno dell’iter autorizzativo, (da quanto abbiamo letto sui giornali del 2012) risultava essere anche il Legale della stessa azienda.
La preoccupazione che esista un progetto Politico ed Imprenditoriale che ha deciso di far diventare il territorio di Cairo M.tte la “Pattumiera di Rifiuti” si fa sempre più concreta ed in questo contesto non ha alcun senso sbandierare la difesa del nostro Ospedale per salvaguardare la Salute dei cittadini se poi non ci si oppone alla insorgenza di ulteriori attività pericolose che potranno aggiungere altre patologie a quelle già esistenti.
Come memoria storica i cittadini Cairesi possono consultare nell’archivio dell’Albo Pretorio del Comune di Cairo M.tte la Delibera Consigliare dell’08/02/2012 che esprimeva il parere favorevole sul Biodigestore. Per dovere di cronaca in quella seduta si espressero contro: Dalla Vedova, Garra, Ferraro, Germano, Ligorio, Moraglio, mentre votarono a favore: il Sindaco Briano F., Bagnasco, Brignone, Cagnone, Fierens, Goso, Pennino, Poggio, Refrigerato, Ressia, Romero, Valsetti, Venturino. Assente all’importante votazione il consigliere ambientalista Ferrari Giorgia, nota anche per la sua ferrea opposizione alla realizzazione della discarica della Filippa, discarica che successivamente ha addirittura ottenuto da tutti gli Enti preposti l’autorizzazione ad un nuovo abbancamento di 650.000 mc.
Il parere favorevole, espresso nella Delibera Consigliare n. 1 dell’8 febbraio 2012, prevedeva alcune condizioni:
-Che l’impianto fosse servito dalla nuova strada di accesso denominata “Ponte della Volta” impegnando l’azienda a far transitare tutto il traffico di accesso e recesso dall’impianto da tale tratto viario collegato alla rete autostradale.
Questa condizione è stata sì realizzata a carico della collettività per un costo di circa € 1,5 milioni. Tale strada che sarebbe stata più utile nei tempi passati quando Ferrania era un eccellente Polo Produttivo e non certamente ora, visto che gli interessati, da articoli di stampa, stimano verso il Biodigestore un transito di circa 9 camion al giorno.
-Che fossero proposte forme di partecipazione pubblica al capitale societario di Ferrania Ecologia di cui il Comune di Cairo avrebbe dovuto farvi parte anche per tramite di società e/o consorzi partecipati; nulla di ciò al momento risulta.
-Che fossero previste procedure convenzionali ed obbligatorie di controllo da parte della pubblica amministrazione del materiale immesso e di quello fuoriuscito dall’impianto; anche in questo caso nulla è stato predisposto.
-Che fosse considerato prioritario il ricollocamento del personale ex Ferrania.
Vorremmo sapere se tra i dipendenti dell’impianto ci sono ex lavoratori della Ferrania.

Poichè gli organi di stampa e l’azienda stessa spesso citano unicamente come rifiuti ammessi nell’impianto quelli biodegradabili di cucine, mense e umido da raccolta differenziata, vorremmo inoltre per l’ennesima volta precisare che in realtà saranno ammessi anche fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, rifiuti da fibre tessili grezze, feci animali, urine e letame, scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione, rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche, ecc. che potranno provenire anche da fuori Regione, ben aldilà delle esigenze del nostro territorio.
Sarebbe bastato un idoneo piano territoriale di compostaggio domestico e di comunità per ridurre o addirittura eliminare il quantitativo biologico del rifiuto da smaltire in tale costoso impianto.
Chiediamo quindi che tutti gli amministratori pubblici, accorsi in massa all’inaugurazione dell’impianto, si adoperino con la stessa solerzia per promuovere nelle zone a bassa densità abitativa (quale la Valbormida) il compostaggio domestico e di comunità. Questa pratica permetterebbe oltretutto di poter applicare una riduzione della tassa dei rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche.
Riteniamo assolutamente indispensabile un appropriato sistema di controlli su tutte le attività dell’impianto, gli SME ai camini, un completo e costante monitoraggio ambientale di aria, acque superficiali e sotterranee, dei terreni e abitazioni circostanti.
Considerando il ruolo tecnico del Dott. Pietro Pizzorno, avuto come project manager di Ferrania Ecologia e responsabile ingegneria e progetti della FG Riciclaggi, attuale Sindaco di Millesimo, e le garanzie e le rassicurazioni fornite degli amministratori locali e dai rappresentanti legali della stessa azienda, circa la bontà dell’impianto e l’assenza di impatti negativi sul territorio, auspichiamo che tutto ciò si verifichi e che l’impianto sia gestito nel migliore dei modi senza apportare ulteriori criticità ambientali ad una valle da decenni martoriata da chi specula sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Circolo di Legambiente Cairo M.tte e Valbormida
ONA Osservatorio Nazionale Amianto – dipartimento Valbormida
Progetto Vita Ambiente
Meetup Amici di Beppe Grillo Valbormida

CONSIDERAZIONI SULLA DISCARICA FILIPPA


Vi ricordate come era finita la feroce campagna anti discarica, di cui il sindaco Briano si era fatto promotore e per cui molti lo avevano votato?
Ricordate le manifestazioni che avevano coinvolto cittadini, autorità, associazioni ambientaliste e comitato appositamente creato per impedirne la realizzazione?
Alla fine la discarica è stata autorizzata e costruita, addirittura ne è stato permesso l’ampliamento (raddoppio) e poi?
Qualcuno in comune aveva addirittura minacciato le proprie dimissioni, in caso di rilascio dell’ultima concessione… le avete viste?
I miasmi che qualcuno avrebbe percepito in strada Ferrere profumano di Chanel?
A tal riguardo chiediamo all’Amministrazione cairese, per un sussulto di dignità, proprio in vista del raddoppio delle volumetrie di tale discarica, ALMENO, di provvedere e promuovere una maggior vigilanza sulla medesima, con periodica rotazione degli organi di controllo su strutture, impianti e gestione.
Riteniamo inoltre sia indispensabile imporre immediatamente all’azienda la realizzazione della linea dedicata di scarico del percolato che ora fa uso della rete fognaria municipale, che potrebbe essere causa di esalazioni maleodoranti all’interno di abitazioni in strada Ferrere, proprio attraverso gli scarichi fognari.
Probabilmente tutto ciò non impedirà la totale scomparsa dei miasmi ma almeno qualcosa bisogna fare per limitarli in vista dell’aumento delle volumetrie e delle superfici dell’impianto.
Se ora, a quanto si apprende dai giornali, si lamentano problemi “olfattivi” la situazione potrebbe aggravarsi con l’arrivo delle prossime piogge, specie dopo questo prolungato periodo di siccità.

E’ stato un buon inizio.


Forse ci saremmo aspettati una maggior partecipazione della gente ma le oltre 900 firme raccolte in tre ore e mezza ci soddisfano a pieno unitamente alla partecipazione delle autorità locali alle quale si è chiesto di “formalizzare” con atti di giunta la volontà delle amministrazioni di aderire alla campagna PRO OSPEDALE DI AREA DISAGIATA per il nostro nosocomio.

Quindi, petizione, atti di giunta e voto favorevole alla mozione in regione saranno tutto ciò che farà rivivere il nostro ospedale con un degno pronto soccorso H24 e tutti i servizi annessi previsti dalla legge per gli ospedali di area disagiata.

In attesa delle pronunce di tutte le amministrazioni comunali della valle, i comitati e le associazioni provvederanno a raccogliere le firme almeno fino agli ultimi giorni di febbraio.

I punti di sottoscrizione saranno gli uffici anagrafe di tutti i comuni, biblioteche comunali, banchetti di: Comitato sanitario, Croci e pubbliche assistenze, Meetup Valbormida, M5S e chiunque altro si renda disponibile.

L’obiettivo dovrebbe essere 10.000 firme a sostegno dell’iniziativa ma ne vorremmo raccogliere molte di più per URLARE chi ha la responsabilità dei servizi sanitari regionali che la valbormida VUOLE il suo ospedale funzionante ed efficente.

Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati e si impegneranno in questa importante battaglia per il bene di tutti i cittadini.

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