Archivio mensile:marzo 2016

Nessun ospedale di AREA DISAGIATA in Valbormida.


VIGNETTA SALVINI 2

L’ospedale di Cairo non sarà di AREA DISAGIATA e forse continuerà ad essere quello che è ora: un OSPEDALE DISAGIATO.

La mozione di Melis è stata bocciata, respinta a favore di quella della premiata ditta VACCAREZZA&BOLOGNA, benedetta dalla Viale e dalla compagine leghista, anche della valle, che ha assistito con il Comitato sanitario alle votazioni in Consiglio regionale.

Quelli che dovevano “fare sparire” gli immigrati, a quanto pare, con la loro politica in favore di chi lucra sulla sanità, sembrano più propensi a fare sparire i diritti dei cittadini, mentre, ovviamente, gli immigrati rimangono, anzi, pare che tutto sommato che a chi governa la Regione facciano proprio comodo per fare propaganda in prossimità di elezioni.

Si perché nelle campagne elettorali della Lega si parla quasi esclusivamente di immigrazione anche perché lo slogan di sempre “Roma ladrona” hanno dimostrato nei fatti che tutto sommato è ormai per loro inopportuno.

Invece non parlano di quello che poi faranno, dopo che gli immigrati gli hanno fatto prendere i voti, dei tagli ai servizi sanitari, cementificazioni selvagge, privatizzazioni di tutto ciò che è da sempre bene comune, magari a quattro soldi.

No, troppo comodo, più facile prendere per i fondelli i cittadini, tipo quei 18.000 che hanno firmato la petizione per ottenere lo status di AREA DISAGIATA per l’ospedale di Cairo e poi raccontarci “balle” sul rispetto delle esigenze del territorio.

Quello status che garantirebbe un pronto soccorso H24 in Valbormida, quello che potrebbe salvare la vita a qualche cittadino valligiano durante un banale nevicata, evento ormai nefasto per le nostre zone a causa di una pessima gestione dello sgombero neve e delle emergenze di questo tipo.

Il 5 marzo scorso ce lo hanno ricordato nei fatti coloro che avrebbero la responsabilità di questo servizio, e incredibilmente continuano ad averla, malgrado tutto.

18.000 cittadini, che fanno parte del tanto sbandierato “territorio”, che a quanto pare NON CONTANO NULLA … però i loro voti, al momento giusto, contano.

Forse per questo motivo o scopo, per le elezioni amministrative del prossimo anno a Cairo, Vaccarezza & C. potrebbero decidere di farci vedere un barlume di pronto soccorso ma poi, dopo le elezioni, magari i “numeri” non saranno sufficienti a mantenerlo operativo e quindi… tutto come prima… come ora… se non peggio come ha fatto intendere ai più il neo commissario della ASL.

“Non ci sono i numeri” oppure “Non ci sono soldi” … siamo sicuri?

Stranamente per altri scopi che non corrispondono alle esigenze dei cittadini, ma di tanti privati, numeri e soldi ci sono sempre.

La sanità ligure è una torta da 11 miliardi all’anno e non si trova un milione per l’ospedale di AREA DISAGIATA a Cairo?

In vista della privatizzazione tanto desiderata da Vaccarezza & C., probabilmente, al “privato” il pronto soccorso e i posti letto non interessano… costerebbero troppo e troppe sarebbero le responsabilità.

Se ne può fare quindi a meno, meglio mandare i pazienti a Savona o Pietra Ligure… li di numeri ce ne sono, anzi, forse già ora troppi.

Per questo motivo che in quei pronto soccorso, già di per sé congestionati, si fa molta attesa per essere assistiti in tutta fretta, magari con qualche “svista” per eventualmente essere pure parcheggiati in qualche reparto non idoneo per mancanza di posti letto.

Oltretutto si obbligano così i parenti, anche anziani non automuniti, al calvario dei continui viaggi per visite ed assistenza ai propri cari ricoverati in riviera quando potrebbero essere a due passi nell’ospedale di Cairo.

Meglio anche spremere le pubbliche assistenze per portare i pazienti valbormidesi in riviera, poi magari anche quelle, con pochi volontari anziani ed esasperati, verranno buone per la privatizzazione.

Tutto fa business.

Sembra quasi un gioco, un gioco sulla pelle dei cittadini, anziani e malati che magari non hanno le risorse economiche per curarsi efficacemente presso una struttura privata, il tanto decantato “privato” di Vaccarezza & C.

Quel sistema tipico all’americana nel quale viene curato efficacemente solo chi paga o è assicurato.

È questo il sistema sanitario che vogliono i cittadini liguri? Anche quelli che ce l’hanno con gli immigrati e che per questo hanno votato Lega?

Il rammarico è che questi progetti vanno avanti con la collaborazione di amministrazioni comunali della Valle come quella di Carcare che dovrebbe avere a cuore le esigenze del suo territorio e dei suoi cittadini, non quelle di Vaccarezza o di gente che vuole fare affari sulla salute delle persone.

Auguri biodigestore.


L’inaugurazione del Biodigestore con i pareri favorevoli di Regione, Provincia e Comune di Cairo M.tte, non lasciano dubbi su quanto sia difficile, se non impossibile, tutelare e difendere in concreto la salute dei cittadini di Cairo M.tte e l’ambiente nella nostra valle.
Le associazioni Ambientaliste hanno sempre cercato e trattato il tema “Rifiuti” fuori dalle logiche di interessi di parte cercando di costruire un percorso che affrontasse i punti di forza e di debolezza dei progetti possibili. Abbiamo fatto presente e contrastato la sua collocazione e dimensione, ed è per questo che abbiamo sempre sostenuto e proposto il sito alternativo del Consorzio del Cira di Dego, che possedeva già i requisiti di base per la realizzazione di un Biodigestore e che disponeva di un capitale completamente pubblico e modulato per l’intero bacino di utenza dei 19 Comuni della Valbormida.
E’ evidente che sono state ignorate le criticità che ne deriveranno e che si sommeranno a quelle già presenti e irrisolte.
A questo si aggiunge la Sentenza del TAR, riguardante il ricorso per l’Annullamento del Decreto Autorizzativo della Regione Liguria, presentato da Are Vallebormida, Associazione Forum Ambientalista e un privato cittadino, sulle criticità espresse nei riguardi del Biodigestore, deciso a Genova in camera di consiglio il giorno 14 gennaio 2016 con l’intervento dei magistrati Giuseppe Daniele, Presidente, Paolo Peruggia, Consigliere e Richard Goso, Consigliere Estensore.
Si è preferito dare più importanza alla forma che alla sostanza, ossia la salute dei cittadini. Ciò che conta sono le norme, peccato che sempre più spesso norme e regole valgono per i deboli e mai per i potenti!
Questa sentenza inoltre è stata emessa alla vigilia della sua inaugurazione e ne ha come suggellato i festeggiamenti avvenuti alla presenza del gotha della politica locale e regionale.
Per bocca del sig. Claudio Busca, patron della FG Riciclaggi, abbiamo anche appreso dallo stesso palco dove si celebrava l’inaugurazione dell’impianto, della sua grande amicizia con il Sindaco di Cairo Montenotte, l’Avv. Fulvio Briano, segretario provinciale del PD, lo stesso che nel pieno dell’iter autorizzativo, (da quanto abbiamo letto sui giornali del 2012) risultava essere anche il Legale della stessa azienda.
La preoccupazione che esista un progetto Politico ed Imprenditoriale che ha deciso di far diventare il territorio di Cairo M.tte la “Pattumiera di Rifiuti” si fa sempre più concreta ed in questo contesto non ha alcun senso sbandierare la difesa del nostro Ospedale per salvaguardare la Salute dei cittadini se poi non ci si oppone alla insorgenza di ulteriori attività pericolose che potranno aggiungere altre patologie a quelle già esistenti.
Come memoria storica i cittadini Cairesi possono consultare nell’archivio dell’Albo Pretorio del Comune di Cairo M.tte la Delibera Consigliare dell’08/02/2012 che esprimeva il parere favorevole sul Biodigestore. Per dovere di cronaca in quella seduta si espressero contro: Dalla Vedova, Garra, Ferraro, Germano, Ligorio, Moraglio, mentre votarono a favore: il Sindaco Briano F., Bagnasco, Brignone, Cagnone, Fierens, Goso, Pennino, Poggio, Refrigerato, Ressia, Romero, Valsetti, Venturino. Assente all’importante votazione il consigliere ambientalista Ferrari Giorgia, nota anche per la sua ferrea opposizione alla realizzazione della discarica della Filippa, discarica che successivamente ha addirittura ottenuto da tutti gli Enti preposti l’autorizzazione ad un nuovo abbancamento di 650.000 mc.
Il parere favorevole, espresso nella Delibera Consigliare n. 1 dell’8 febbraio 2012, prevedeva alcune condizioni:
-Che l’impianto fosse servito dalla nuova strada di accesso denominata “Ponte della Volta” impegnando l’azienda a far transitare tutto il traffico di accesso e recesso dall’impianto da tale tratto viario collegato alla rete autostradale.
Questa condizione è stata sì realizzata a carico della collettività per un costo di circa € 1,5 milioni. Tale strada che sarebbe stata più utile nei tempi passati quando Ferrania era un eccellente Polo Produttivo e non certamente ora, visto che gli interessati, da articoli di stampa, stimano verso il Biodigestore un transito di circa 9 camion al giorno.
-Che fossero proposte forme di partecipazione pubblica al capitale societario di Ferrania Ecologia di cui il Comune di Cairo avrebbe dovuto farvi parte anche per tramite di società e/o consorzi partecipati; nulla di ciò al momento risulta.
-Che fossero previste procedure convenzionali ed obbligatorie di controllo da parte della pubblica amministrazione del materiale immesso e di quello fuoriuscito dall’impianto; anche in questo caso nulla è stato predisposto.
-Che fosse considerato prioritario il ricollocamento del personale ex Ferrania.
Vorremmo sapere se tra i dipendenti dell’impianto ci sono ex lavoratori della Ferrania.

Poichè gli organi di stampa e l’azienda stessa spesso citano unicamente come rifiuti ammessi nell’impianto quelli biodegradabili di cucine, mense e umido da raccolta differenziata, vorremmo inoltre per l’ennesima volta precisare che in realtà saranno ammessi anche fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, rifiuti da fibre tessili grezze, feci animali, urine e letame, scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione, rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche, ecc. che potranno provenire anche da fuori Regione, ben aldilà delle esigenze del nostro territorio.
Sarebbe bastato un idoneo piano territoriale di compostaggio domestico e di comunità per ridurre o addirittura eliminare il quantitativo biologico del rifiuto da smaltire in tale costoso impianto.
Chiediamo quindi che tutti gli amministratori pubblici, accorsi in massa all’inaugurazione dell’impianto, si adoperino con la stessa solerzia per promuovere nelle zone a bassa densità abitativa (quale la Valbormida) il compostaggio domestico e di comunità. Questa pratica permetterebbe oltretutto di poter applicare una riduzione della tassa dei rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche.
Riteniamo assolutamente indispensabile un appropriato sistema di controlli su tutte le attività dell’impianto, gli SME ai camini, un completo e costante monitoraggio ambientale di aria, acque superficiali e sotterranee, dei terreni e abitazioni circostanti.
Considerando il ruolo tecnico del Dott. Pietro Pizzorno, avuto come project manager di Ferrania Ecologia e responsabile ingegneria e progetti della FG Riciclaggi, attuale Sindaco di Millesimo, e le garanzie e le rassicurazioni fornite degli amministratori locali e dai rappresentanti legali della stessa azienda, circa la bontà dell’impianto e l’assenza di impatti negativi sul territorio, auspichiamo che tutto ciò si verifichi e che l’impianto sia gestito nel migliore dei modi senza apportare ulteriori criticità ambientali ad una valle da decenni martoriata da chi specula sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Circolo di Legambiente Cairo M.tte e Valbormida
ONA Osservatorio Nazionale Amianto – dipartimento Valbormida
Progetto Vita Ambiente
Meetup Amici di Beppe Grillo Valbormida

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