Può succedere a tutti!


Pubblichiamo di seguito il racconto di una signora di Cairo con il quale descrive una malaugurata disavventura sanitaria di cui è stata protagonista. Una di quelle avventure valbormidesi dalle quali NESSUNO può ritenersi esente. RIFLETTETECI TUTTI!!!
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«Carissimi, Cercherò di spiegare cosa vuol dire aver bisogno di un pronto soccorso in un giorno di festa in Val Bormida.
Erano circa le 16,30, camminavo in casa, quando il mio micio ha pensato bene di tagliarmi la strada a folle velocità… La caduta è stata violentissima. Ho sbattuto la schiena e la spalla dx nel muro e di conseguenza non riuscivo più a respirare. E’ stato necessario chiamare subito il 118 e, con la massima solerzia sono giunti i militi volontari in pochi minuti. Non riuscivo quasi a parlare e la respirazione era molto difficoltosa, pertanto hanno preso la decisione di portarmi a Savona con codice giallo. Ho tenuto l’ossigeno sino a destinazione. Il viaggio è stato terribile, avevano l’ordine di non fare l’autostrada ma la statale di Cadibona.
Tutti sappiamo le condizioni delle nostre strade, buche su buche e curve su curve. Pertanto ho rifiutato la spinale a mio rischio e pericolo, perché’ avrei vomitato le budella e i dolori percepiti erano così forti che non potevo stare sdraiata ma solo seduta in poltrona leggermente reclinata ed in questo modo, tra un urlo e l’altro e difficoltà respiratorie, nonostante l’ossigeno, sono giunta al pronto soccorso di Savona.
Lo stesso era decisamente affollato, eravamo tutti in fila, stretti, stretti l’un l’altro perché’ non c’era posto a sufficienza, pertanto una barella toccava l’altra. Il personale correva da una parte all’altra, ho fatto l’elettrocardiogramma, mi hanno somministrato la tachipirina 1000, ma non avendo più quella per adulti mi hanno dato due pastiglie pediatriche. Ho atteso il turno per le radiografie, più di un’ora…. Stavo male, e c’era chi stava peggio di me. Qualcuno si lamentava con un filo di voce, ma il personale concitato non poteva sentirlo…. Chiamai io a voce alta un infermiere di passaggio perché’ una povera vecchietta accanto a me continuava a dire aiuto da un bel po’. Io sopportavo sempre meno i forti dolori a carico di tutta la cassa toracica e della spalla, mi guardavo attorno e mi pareva di essere in un film… non credevo a ciò che vedevo!!!! tutti in fila, sembrava una catena di montaggio!!!. Poi, dopo i rx, fatti come si poteva… non da coricata perché’ urlavo dal dolore, in piedi … Per modo di dire, mi hanno portata da una dottoressa, dopo avere atteso ancora un bel po’…. Mi hanno somministrato il toradol e sono stata dimessa. Ciò ha significato che sono uscita di lì non con certezze, ma molta perplessità e ho dovuto affrontare il viaggio di ritorno in auto sempre tra un urlo e l’altro… ci abbiamo impiegato un’ora a tornare perché la velocità è stata non superiore ai 30 orari viste le mie condizioni.
RIFLESSIONI:
Se il pronto soccorso di Cairo fosse stato aperto, in 5 minuti potevo fare le stesse cose ed indubbiamente in modo migliore e più veloce. Il costo dell’ambulanza sarebbe stato decisamente inferiore e sarebbe stata di nuovo disponibile per altri interventi dopo poco tempo. Io, per fortuna, non avendo altre patologie che potevano compromettere più gravemente la mia salute dopo un viaggio così difficoltoso, sono qui, anche se molto sofferente che posso raccontare, ma se al mio posto ci fosse stato un bambino, o qualcuno più debole? come sarebbe andata? Quello che è stato fatto alla nostra valle, non ha parole, ci hanno tolto tutto, è vergognoso, indecente, inqualificabile, siamo una zona disagiata, ad alto rischio ambientale con strade che in questa stagione sono viscide, gelate, e credetemi scendere giù ad una certa velocità è rischiosissimo, avevo paura sull’ambulanza anche se sono stata fortunata che il fondo stradale quella sera era abbastanza asciutto.
Nota positiva? I tre ragazzi volontari che mi hanno aiutata, assistita con gentilezza ed hanno cercato di tranquillizzarmi, sono persone splendide…. Encomio a loro ed un grazie enorme…… ma auguro, invece a chi ci ha ridotti così di provare ciò che ho vissuto io, vergognatevi!!!!!»
Nadia Bertetto.

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Pubblicato il 4 gennaio 2016 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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