Archivio mensile:gennaio 2016

CONSIDERAZIONI SULLA DISCARICA FILIPPA


Vi ricordate come era finita la feroce campagna anti discarica, di cui il sindaco Briano si era fatto promotore e per cui molti lo avevano votato?
Ricordate le manifestazioni che avevano coinvolto cittadini, autorità, associazioni ambientaliste e comitato appositamente creato per impedirne la realizzazione?
Alla fine la discarica è stata autorizzata e costruita, addirittura ne è stato permesso l’ampliamento (raddoppio) e poi?
Qualcuno in comune aveva addirittura minacciato le proprie dimissioni, in caso di rilascio dell’ultima concessione… le avete viste?
I miasmi che qualcuno avrebbe percepito in strada Ferrere profumano di Chanel?
A tal riguardo chiediamo all’Amministrazione cairese, per un sussulto di dignità, proprio in vista del raddoppio delle volumetrie di tale discarica, ALMENO, di provvedere e promuovere una maggior vigilanza sulla medesima, con periodica rotazione degli organi di controllo su strutture, impianti e gestione.
Riteniamo inoltre sia indispensabile imporre immediatamente all’azienda la realizzazione della linea dedicata di scarico del percolato che ora fa uso della rete fognaria municipale, che potrebbe essere causa di esalazioni maleodoranti all’interno di abitazioni in strada Ferrere, proprio attraverso gli scarichi fognari.
Probabilmente tutto ciò non impedirà la totale scomparsa dei miasmi ma almeno qualcosa bisogna fare per limitarli in vista dell’aumento delle volumetrie e delle superfici dell’impianto.
Se ora, a quanto si apprende dai giornali, si lamentano problemi “olfattivi” la situazione potrebbe aggravarsi con l’arrivo delle prossime piogge, specie dopo questo prolungato periodo di siccità.

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E’ stato un buon inizio.


Forse ci saremmo aspettati una maggior partecipazione della gente ma le oltre 900 firme raccolte in tre ore e mezza ci soddisfano a pieno unitamente alla partecipazione delle autorità locali alle quale si è chiesto di “formalizzare” con atti di giunta la volontà delle amministrazioni di aderire alla campagna PRO OSPEDALE DI AREA DISAGIATA per il nostro nosocomio.

Quindi, petizione, atti di giunta e voto favorevole alla mozione in regione saranno tutto ciò che farà rivivere il nostro ospedale con un degno pronto soccorso H24 e tutti i servizi annessi previsti dalla legge per gli ospedali di area disagiata.

In attesa delle pronunce di tutte le amministrazioni comunali della valle, i comitati e le associazioni provvederanno a raccogliere le firme almeno fino agli ultimi giorni di febbraio.

I punti di sottoscrizione saranno gli uffici anagrafe di tutti i comuni, biblioteche comunali, banchetti di: Comitato sanitario, Croci e pubbliche assistenze, Meetup Valbormida, M5S e chiunque altro si renda disponibile.

L’obiettivo dovrebbe essere 10.000 firme a sostegno dell’iniziativa ma ne vorremmo raccogliere molte di più per URLARE chi ha la responsabilità dei servizi sanitari regionali che la valbormida VUOLE il suo ospedale funzionante ed efficente.

Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati e si impegneranno in questa importante battaglia per il bene di tutti i cittadini.

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Può succedere a tutti!


Pubblichiamo di seguito il racconto di una signora di Cairo con il quale descrive una malaugurata disavventura sanitaria di cui è stata protagonista. Una di quelle avventure valbormidesi dalle quali NESSUNO può ritenersi esente. RIFLETTETECI TUTTI!!!
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«Carissimi, Cercherò di spiegare cosa vuol dire aver bisogno di un pronto soccorso in un giorno di festa in Val Bormida.
Erano circa le 16,30, camminavo in casa, quando il mio micio ha pensato bene di tagliarmi la strada a folle velocità… La caduta è stata violentissima. Ho sbattuto la schiena e la spalla dx nel muro e di conseguenza non riuscivo più a respirare. E’ stato necessario chiamare subito il 118 e, con la massima solerzia sono giunti i militi volontari in pochi minuti. Non riuscivo quasi a parlare e la respirazione era molto difficoltosa, pertanto hanno preso la decisione di portarmi a Savona con codice giallo. Ho tenuto l’ossigeno sino a destinazione. Il viaggio è stato terribile, avevano l’ordine di non fare l’autostrada ma la statale di Cadibona.
Tutti sappiamo le condizioni delle nostre strade, buche su buche e curve su curve. Pertanto ho rifiutato la spinale a mio rischio e pericolo, perché’ avrei vomitato le budella e i dolori percepiti erano così forti che non potevo stare sdraiata ma solo seduta in poltrona leggermente reclinata ed in questo modo, tra un urlo e l’altro e difficoltà respiratorie, nonostante l’ossigeno, sono giunta al pronto soccorso di Savona.
Lo stesso era decisamente affollato, eravamo tutti in fila, stretti, stretti l’un l’altro perché’ non c’era posto a sufficienza, pertanto una barella toccava l’altra. Il personale correva da una parte all’altra, ho fatto l’elettrocardiogramma, mi hanno somministrato la tachipirina 1000, ma non avendo più quella per adulti mi hanno dato due pastiglie pediatriche. Ho atteso il turno per le radiografie, più di un’ora…. Stavo male, e c’era chi stava peggio di me. Qualcuno si lamentava con un filo di voce, ma il personale concitato non poteva sentirlo…. Chiamai io a voce alta un infermiere di passaggio perché’ una povera vecchietta accanto a me continuava a dire aiuto da un bel po’. Io sopportavo sempre meno i forti dolori a carico di tutta la cassa toracica e della spalla, mi guardavo attorno e mi pareva di essere in un film… non credevo a ciò che vedevo!!!! tutti in fila, sembrava una catena di montaggio!!!. Poi, dopo i rx, fatti come si poteva… non da coricata perché’ urlavo dal dolore, in piedi … Per modo di dire, mi hanno portata da una dottoressa, dopo avere atteso ancora un bel po’…. Mi hanno somministrato il toradol e sono stata dimessa. Ciò ha significato che sono uscita di lì non con certezze, ma molta perplessità e ho dovuto affrontare il viaggio di ritorno in auto sempre tra un urlo e l’altro… ci abbiamo impiegato un’ora a tornare perché la velocità è stata non superiore ai 30 orari viste le mie condizioni.
RIFLESSIONI:
Se il pronto soccorso di Cairo fosse stato aperto, in 5 minuti potevo fare le stesse cose ed indubbiamente in modo migliore e più veloce. Il costo dell’ambulanza sarebbe stato decisamente inferiore e sarebbe stata di nuovo disponibile per altri interventi dopo poco tempo. Io, per fortuna, non avendo altre patologie che potevano compromettere più gravemente la mia salute dopo un viaggio così difficoltoso, sono qui, anche se molto sofferente che posso raccontare, ma se al mio posto ci fosse stato un bambino, o qualcuno più debole? come sarebbe andata? Quello che è stato fatto alla nostra valle, non ha parole, ci hanno tolto tutto, è vergognoso, indecente, inqualificabile, siamo una zona disagiata, ad alto rischio ambientale con strade che in questa stagione sono viscide, gelate, e credetemi scendere giù ad una certa velocità è rischiosissimo, avevo paura sull’ambulanza anche se sono stata fortunata che il fondo stradale quella sera era abbastanza asciutto.
Nota positiva? I tre ragazzi volontari che mi hanno aiutata, assistita con gentilezza ed hanno cercato di tranquillizzarmi, sono persone splendide…. Encomio a loro ed un grazie enorme…… ma auguro, invece a chi ci ha ridotti così di provare ciò che ho vissuto io, vergognatevi!!!!!»
Nadia Bertetto.

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