Archivio mensile:maggio 2015

Dichiarazione di intenti per il futuro.


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Giunti al terzo anno di operatività, il Meetup amici di Beppe Grillo della Val Bormida delinea quali saranno gli obiettivi prossimi a venire per il territorio valbormidese.
Le tematiche saranno quelle di sempre, il contrasto alle politiche devastanti messe in pratica dal malgoverno Burlando&Paita di questi ultimi anni i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che li vogliono aprire.

Troviamo di rilevante importanza affermare che l’ospedale di Cairo Montenotte debba essere dichiarato OSPEDALE DI AREA DISAGIATA avendone i requisiti tecnico-giuridici prefissati dall’ex ministro della salute Balduzzi oltre a implementarlo di tutti quei servizi e strutture degne di un moderno ospedale al servizio di 40.000 abitanti.

La presenza di realtà industriali facilmente riconducibili al degrado delle condizioni ambientali e sanitarie evidenziano l’ulteriore necessità di poter usufruire nell’area di un’efficiente struttura ospedaliera che possa operare efficacemente anche in campo diagnostico.

In tema ambientale è indispensabile intervenire nell’accertare entità, gravità della situazione e responsabilità, attraverso mirate campagne di monitoraggio ed efficaci indagini epidemiologiche. E’ auspicabile che per motivi di trasparenza e confronto, le associazioni che trattano da anni questi temi siano coinvolte in questi processi e che siano invitate permanentemente ai tavoli di lavoro.

In Val Bormida non si devono insediare ulteriori attività che possano aggravare la situazione ambientale già compromessa. In sede autorizzativa si deve evitare un’abnorme concentrazione di industrie inquinanti in aree adiacenti e limitrofe, confinanti con la popolazione.

Occorre progettare un futuro nel quale siano avviate operazioni di identificazione dei siti inquinati e di bonifica degli stessi ed avviare una riconversione di attività ora dannose per l’ambiente e oramai destinate alla chiusura, in attività eco-compatibili, costituite da piccole medie imprese a forte impatto occupazionale, che siano in grado di riqualificare e riassorbire i lavoratori.

Le risorse finanziarie volte ad agevolare questo processo di riconversione si possono trovare nello spostamento di risorse economiche ora investite in opere e attività quasi inutili che spesso favoriscono il sistema clientelare.

Deve essere fermata la realizzazione del biodigestore di Ferrania, enormemente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio. Tale impianto non apporterebbe significativo impatto occupazionale e reca il fortissimo rischio di generare ulteriori problemi ambientali in un’area abitata, martoriata da decenni da un’industrializzazione quasi selvaggia e priva di una oculata programmazione complessiva che possa tutelare adeguatamente la popolazione. Inoltre, come richiesto in un recente ricorso al Tar, prima della costruzione di tale impianto, al fine di appurare l’eventuale necessità di opere di bonifica, va effettuata una caratterizzazione accurata del sito poiché l’area in passato ha coinvolto la discarica denominata “Baraccamenti”. Questo è quanto ci lasciano in eredità politici, amministratori e controllori.

È necessario impedire le realizzazione di nuove discariche o l’ampliamento di quelle esistenti, come la realizzazione di impianti per il trattamento di rifiuti tossico-nocivi o speciali, inceneritori, pirogassificatori e centrali a biomasse, per evitare che la val Bormida possa divenire in un prossimo futuro la PATTUMIERA della regione, grazie al devastante piano regionale dei rifiuti della Paita.

È urgente istituire un costante sistema di controlli ambientali efficienti ed efficaci su tutte le attività a rischio della valle che per sua natura necessita di un presidio ARPAL permanente e, visto che la sede di Savona è oggetto di trasferimento, faremo in modo che la sua sede definitiva possa essere la Val Bormida.

Vogliamo maggior tutela per il territorio, lotta contro il dissesto idrogeologico, pulizia dei fiumi, canali di scolo, controllo e stabilizzazione dei siti franosi.

Vogliamo fermare la speculazione edilizia, favorita dalla politica locale, e il continuo consumo di territorio.

Vogliamo più sicurezza per i cittadini e rispetto delle leggi, una pubblica amministrazione più efficiente che fornisca i servizi in maniera efficace e puntuale con meno conflitti di interesse.

Vogliamo servizi sociali all’altezza che però non offrano opportunità a parassitismi.

Vogliamo che i tagli siano fatti agli sprechi, alle inefficienze, ai privilegi e alle ruberie e non ai servizi dei cittadini.

Questi sono alcuni dei nostri obiettivi per il futuro della valle che cercheremo di raggiungere grazie al supporto dei nostri rappresentanti regionali e nazionali.

Meetup amici di Beppe Grillo Valbormida.

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Valle dell’Eden o Valbormida?


MELISAlcune settimane fa, ho partecipato ad un incontro a Carcare con diverse associazioni del territorio, incontro organizzato dal gruppo locale del “Meetup Amici di Beppe Grillo Valbormida”. Faceva seguito ad una breve visita fatta a priori sul territorio, condizione necessaria ma non sufficiente per avere una visione di insieme di quella che potrebbe essere una perla del nostro entroterra e che invece, a conti fatti, risulta essere un area fortemente a rischio.

Sono rimasto colpito in particolare da una testimonianza puramente casuale raccolta durante il sopralluogo nei pressi dell’Italiana Coke. Un abitante del luogo stava pulendo il bordo della strada insieme al figlio per rendere scorrevole lo scolo delle acque, con lui abbiamo incominciato a discutere e, osservando le case sparse nei dintorni, elencandole una a una, ha fatto il resoconto delle malattie mortali che in ognuna di esse si sono introdotte. Ecco, io vorrei partire da questo.
La presenza di una realtà industriale oggettivamente obsoleta e al di fuori di ogni limite del consentito e del buon senso, facilmente collegabile al degrado delle condizioni ambientali causa di svariate patologie anche gravi, rende de facto necessaria una efficiente struttura ospedaliera di area per cura e soprattutto prevenzione delle patologie.

Affermare e pretendere che l’ospedale di Cairo Montenotte debba essere dichiarato “ospedale di area disagiata” avendone i requisiti tecnico-giuridici prefissati dall’ex ministro della salute Balduzzi oltre che per necessità oggettive derivanti dall’ampiezza del bacino di popolazione servito dalla struttura (40.000 abitanti), dalla posizione geografica all’interno dell’appennino ligure e dalla precarietà della viabilità locale, è la “conditio sine qua non” perché sia rispettato il territorio e i cittadini che lo vivono.

Non solo, per quanto riguarda l’ambiente e gli effetti nocivi che su di esso causano insediamenti produttivi osceni che si sono visti nell’area, ricordiamo l’ACNA di Cengio in primis, nodo ancora da sciogliere, è indispensabile intervenire nell’ accertare entità, gravità della situazione e responsabilità attraverso mirate campagne di monitoraggi ambientali e efficaci indagini epidemiologiche con la massima trasparenza coinvolgendo i rappresentanti delle associazioni e i cittadini tutti.

Vorrei ricordare che la Regione ha potenzialmente già a disposizione in mezzi per farlo, ovvero l’ARPAL per la parte di monitoraggio, le ASL per la parte di indagini epidemiologiche, e DATASIEL per la parte di analisi dati con sistemi informativi.

Ciascuno di questi 3 soggetti è però messo nelle condizioni di non poter operare efficientemente ed efficacemente, vuoi per inefficienze o cattiva gestione, vuoi per totale assenza della politica regionale e locale che pare voglia girare la testa dall’altra parte.

Vediamo come evidentemente ci siano delle carenze oggettive nella gestione e l’utilizzo di queste aziende o enti pubblici citati che in un territorio come quello della Valbormida potrebbero fare molto: se ad oggi non è stato fatto nulla o quasi, potremmo pensare che qualcuno o ci è o ci fa. Viste le gravi problematiche dell’area, le lacune e il disinteresse degli amministratori regionali, ricordando chiaramente che negli ultimi dieci anni hanno condotto le danze in solitaria Burlando con la sua attuale metamorfosi paitiana e il Partito Democratico calpestando gli interessi della collettività, il sospetto è che sia area volutamente messa in disparte.

Ne è ulteriore indizio il devastante piano regionale dei rifiuti della Paita che fa sospettare che questa valle possa essere adibita, in un futuro non molto lontano, ad un grosso centro di trattamento e smaltimento dei rifiuti del nord Italia. E ad esso si aggiunge la certezza del biodigestore di Ferrania, in corso di realizzazione, evidentemente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio, che non apporterebbe significativo impatto occupazionale ma il rischio di generare ulteriori problemi ambientali in un’area abitata già martoriata da decenni di industrializzazione ottocentesca fuori controllo che ha lasciato rovine e problemi, progetto quindi respinto al mittente e da rivedere in toto.

In Val Bormida, come nel resto della nostra regione, non si devono insediare ulteriori attività eco incompatibili ma occorre progettare un futuro nel quale siano avviate campagne di bonifica dei siti inquinati e conversione di attività ora dannose per l’ambiente trasformando industrie inquinanti e oramai destinate alla chiusura per crisi finanziaria o di mercato in attività eco-compatibili costituite da piccole medie imprese a forte impatto occupazionale, magari nelle energie alternative e nell’efficienza energetica che tanta occupazione stanno dando all’estero con esempi virtuosi.

Ed inoltre, come altre aree del nostro entroterra, penso ai paesi come Stella da cui provengo e il relativo entroterra, è importante mettere a disposizione una rete viaria adeguata per zone che durante la stagione invernale possono lamentare difficoltà e che, nel caso specifico, possono contare anche sulla rete ferroviaria Savona – Torino sulla quale andrebbero svolte migliorie e ribadita la necessità di potenziare la frequenza dei treni, fornendo stazioni di interscambio con il trasporto locale per agevolare la mobilità sul territorio e rendere appetibile lo stesso a nuovi insediamenti o aziende del terziario avanzato.

Chiudo questo testo da come ho iniziato: è ormai imprescindibile riprogettare lo sviluppo sul territorio in modo che non vi siano più case da indicare con drammatici lutti al proprio interno.

Andrea Melis – Candidato al Consiglio regionale M5S

http://andreamelis.it/regione/valle-delleden-o-valbormida/

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