L’ACNA non fa più paura?


aerea aree ex Acna 1

Se il sindaco di Saliceto non ha dubbi tanto da autorizzare l’uso dell’acqua del Bormida noi abbiamo qualche “riserva” da esprimere sull’argomento.

Innanzitutto sfatiamo il mito dell’avvenuta “bonifica” in senso stretto, quella che prevede l’attuazione di quell’insieme di azioni volte a diminuire le concentrazioni delle sostanze inquinanti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee e superficiali, con concentrazioni minori rispetto a quelle fissate per la specifica destinazione d’uso.

In pratica per l’ACNA possiamo meglio parlare di un sito/discarica stracolmo di rifiuti tossico-nocivi della peggior specie nel quale sarebbero state eseguite opere di messa in sicurezza permanente, ovvero tutti quegli interventi volti ad isolare in modo risolutivo le fonti inquinanti nel momento in cui non sia possibile procedere alla loro totale rimozione pur applicando le migliori tecniche a costi ammissibili.

Quindi le affermazioni del Sindaco sono o possono essere plausibili fino a quando tutte queste opere di messa in sicurezza o meglio, di compartimentazione dei rifiuti, sono di comprovata efficienza ed utilità, controllate costantemente e manutenute nel tempo fino al momento in cui esisteranno metodi o tecnologie capaci di eliminare o inertizzare i veleni sepolti.

Questo è il presupposto dal quale scaturiscono le nostre “riserve”.

Amministrativamente i cittadini di Saliceto sono autorizzati ad usare le acque del Bormida, essendo stata fatta l’ordinanza sulla base di elementi che hanno fatto prendere al Sindaco questa decisione.

Crediamo comunque che la prudenza non sia mai troppa e, come già manifestato nel giugno 2013 con la nostra ispezione parlamentare sul sito, riteniamo che ci siano punti da chiarire riguardo il completamento delle opere di “messa in sicurezza” del luogo.

Oltremodo siamo sempre dell’idea che un’eventuale alienazione delle aree debba essere vincolata a precise disposizioni in merito al rispetto di obblighi di vigilanza, controllo e manutenzione, inalterabilità e destinazione dell’intero sito nondimeno l’imposizione di importanti garanzie finanziarie a carico degli acquirenti.

Ora la palla è in mano alla Regione Liguria e quindi alla politica che attraverso la FILSE avrà in compito di vendere le aree ACNA dopo le fallite trattative precedenti.

Non avendo nessuna fiducia su questi soggetti, questo passaggio ci inquieta non poco e prevediamo di attivarci nuovamente per richiedere le dovute garanzie unitamente alla massima trasparenza in tutte le fasi dell’operazione.

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Pubblicato il 20 febbraio 2015 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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