Non solo Tirreno power….


I media in questo periodo ci informano che nell’inchiesta per disastro ambientale sulla Tirreno Power di Vado sono indagati soggetti politici che a vario titolo avrebbero avuto responsabilità istituzionali nella gestione dell’emergenza sanitaria, dei controlli e nel rilascio di provvedimenti autorizzativi.

La morte di centinaia di persone dovrebbero pesare a vario titolo sulle loro coscienze ma a leggere le varie dichiarazioni pare che l’unico agire imperante sia quella di tutelare le proprie posizioni, eventualmente scaricando responsabilità su altri, mantenere lo status quo di sempre o addirittura perpetuarlo.

L’accusa: “il danno c’è stato, chi doveva impedirlo non l’ha fatto”

Bene, ma questi ipotetici responsabili a quali categorie apparterrebbero?
Di “chi” stiamo parlando?

Ovvio, sul podio, nell’ordine d’importanza:
1° posto: Politici che avrebbero permesso tutto quanto legislativamente ed amministrativamente e non avrebbero disposto controlli efficaci e di buon senso;

2° posto: Controllori, ovvero coloro che avrebbero avuto il compito di eseguire i necessari controlli ed ispezioni in maniera “efficiente e utile” a stabilire la reale situazione ambientale e in mancanza di direttive in tal senso di fare il possibile per ottenerle;

3° posto: l’azienda (no comment);

Diamo onore al merito, con la medaglia di legno, all’operato dei Sindacati, che sembrano i difensori d’ufficio dell’azienda e del PD che ha governato la Regione così bene e che per continuità candida addirittura la Paita al governo della regione, come se fosse possibile che chi ha responsabilità politiche, possa essere anche cura.

Appoggiamo il lavoro della magistratura, ad ora, unica istituzione che fa il suo dovere legittimo però una domanda ci sorge spontanea: quando ci si occuperà della ValBormida?

Ricordiamo che la Val Bormida vive una situazione ambientale forse peggiore di quella vadese, molto simile per quanto riguarda soggetti responsabili, politici e amministrativi.

Attendiamo che l’inchiesta avviata per disastro ambientale entri nel vivo e soprattutto chi ha compiti istituzionali provveda a individuare precise responsabilità su eventuali “cause”, non prima l’aver individuato gli “effetti”.

Chiediamo che sia subito avviata un’efficiente, obiettiva ed autorevole indagine epidemiologica su tutti i comuni della valle.

Contemporaneamente si esegua un’efficace campagna di monitoraggi ambientali su tutto il territorio e particolarmente concentrati nelle aree più critiche coinvolgendo rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
Questo, tanto per incominciare.

In mancanza di dati utili a definire la gravità delle condizioni ambientali e le possibili responsabilità, chiediamo ai pubblici amministratori che in Valle non vengano insediate ulteriori attività che potrebbero contribuire all’aggravamento della situazione.

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Pubblicato il 5 febbraio 2015 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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