Archivio mensile:febbraio 2015

L’ACNA non fa più paura?


aerea aree ex Acna 1

Se il sindaco di Saliceto non ha dubbi tanto da autorizzare l’uso dell’acqua del Bormida noi abbiamo qualche “riserva” da esprimere sull’argomento.

Innanzitutto sfatiamo il mito dell’avvenuta “bonifica” in senso stretto, quella che prevede l’attuazione di quell’insieme di azioni volte a diminuire le concentrazioni delle sostanze inquinanti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee e superficiali, con concentrazioni minori rispetto a quelle fissate per la specifica destinazione d’uso.

In pratica per l’ACNA possiamo meglio parlare di un sito/discarica stracolmo di rifiuti tossico-nocivi della peggior specie nel quale sarebbero state eseguite opere di messa in sicurezza permanente, ovvero tutti quegli interventi volti ad isolare in modo risolutivo le fonti inquinanti nel momento in cui non sia possibile procedere alla loro totale rimozione pur applicando le migliori tecniche a costi ammissibili.

Quindi le affermazioni del Sindaco sono o possono essere plausibili fino a quando tutte queste opere di messa in sicurezza o meglio, di compartimentazione dei rifiuti, sono di comprovata efficienza ed utilità, controllate costantemente e manutenute nel tempo fino al momento in cui esisteranno metodi o tecnologie capaci di eliminare o inertizzare i veleni sepolti.

Questo è il presupposto dal quale scaturiscono le nostre “riserve”.

Amministrativamente i cittadini di Saliceto sono autorizzati ad usare le acque del Bormida, essendo stata fatta l’ordinanza sulla base di elementi che hanno fatto prendere al Sindaco questa decisione.

Crediamo comunque che la prudenza non sia mai troppa e, come già manifestato nel giugno 2013 con la nostra ispezione parlamentare sul sito, riteniamo che ci siano punti da chiarire riguardo il completamento delle opere di “messa in sicurezza” del luogo.

Oltremodo siamo sempre dell’idea che un’eventuale alienazione delle aree debba essere vincolata a precise disposizioni in merito al rispetto di obblighi di vigilanza, controllo e manutenzione, inalterabilità e destinazione dell’intero sito nondimeno l’imposizione di importanti garanzie finanziarie a carico degli acquirenti.

Ora la palla è in mano alla Regione Liguria e quindi alla politica che attraverso la FILSE avrà in compito di vendere le aree ACNA dopo le fallite trattative precedenti.

Non avendo nessuna fiducia su questi soggetti, questo passaggio ci inquieta non poco e prevediamo di attivarci nuovamente per richiedere le dovute garanzie unitamente alla massima trasparenza in tutte le fasi dell’operazione.

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Parliamo di tasse….


Quasi il 50% dello stipendio dei dipendenti finisce in tasse.
Un lavoratore dipendente in tasca si ritrova poco più della metà del valore della sua prestazione ovvero circa il 53,3% del totale.

Detta così è semplicistica e limitativa in quanto stiamo citando le imposte dirette tralasciando l’ampio capitolo delle imposte indirette, ovvero le altre imposte che gravano sui consumi e sulla proprietà.

Le più note sono l’IVA sui beni di consumo e sui servizi che ora è al 22% e diverrà 25,5% entro l’anno massacrando letteralmente consumi.

Non dimentichiamo il canone Rai, il bollo auto, le imposte locali sui servizi, tasse scolastiche e universitarie, ticket sanitari.

Vi sono le accise sui prodotti petroliferi come carburanti che incidono sugli spostamenti della gente e sul trasporto di beni e servizi e quindi si sommano al prezzo finale dei prodotti che si acquistano sui quali si aggiunge ulteriormente l’Iva.

Per un litro di carburante possiamo riscontrare un euro di accisa.

Chi ha una casa di proprietà si trova ad affrontare il pagamento di IMU, TASI TARES, (alcune anche per inquilini) senza considerare altre forme di tassazione più spregiudicate e striscianti costituite da certificazioni energetiche, controlli e bollini per le caldaie, imposte ipotecarie, imposte di registro, e quant’altro coinvolge il mondo dell’abitazione.

Non dimentichiamo le bollette di acqua, luce, gas che oramai sono divenute cartelle esattoriali al punto che scaldarsi per molti è diventato un lusso.

Bene, questo complesso di costi fiscali alla fine potrebbero incidere sullo stipendio complessivo di un lavoratore, o di chiunque ha la fortuna di avere ancora un lavoro, oltre il 70%.

Tutto questo prelievo fiscale, per qualcuno definibile “ruberia”, serve per la strada stragrande maggioranza a finanziare spese inutili, privilegi, ruberie, evasione fiscale e ogni sorta di parassitismo sociale di una parte del popolo italiano, oltre che a fornire servizi inesistenti o di qualità scadente.

Oltretutto sembrerebbe che ogni anno almeno 500 miliardi di euro rientrino in questa spesa inopportuna.

Con oltre 2000 miliardi di debito pubblico, servizi pubblici indecenti, impoverimento progressivo del paese con aziende che chiudono o falliscono, la situazione è insostenibile.

Il lavoratore dipendente medio con quello che guadagna se va bene riesce a sopravvivere altrimenti non arriva alla fine del mese.

Altro capitolo i contributi pensionistici che vengono accantonati mensilmente che oggi, come attestabile dall’INPS, non garantiranno una pensione adeguata ad una degna sopravvivenza in età avanzata.

Sarà quasi il momento di fare qualcosa?

Considerazioni su scuola e società.


Di cosa ci stupiamo se la nostra società è così degenerata nella disonestà e nell’inciviltà?
È più facile educare un adulto o un bambino ai valori etici morali di una società?

Di sicuro un bambino è più predisposto ad accogliere un’educazione sana che dovrebbe impartita se non dalla famiglia, molto spesso composta da adulti non educati, dalla scuola a partire da quella primaria.

Anche i media di sicuro ci mettono del loro per diseducare o per mal formare l’educazione delle persone con cattivi modelli presentati come eccellenze in diversi settori o sponsorizzare e promuovere immondi personaggi alla ribalta delle cronache politiche che saranno poi gli stessi che, raggiunti i posti di potere, faranno di tutto per contrastare l’evoluzione etica della società.

Se un neonato viene adottato in un paese del terzo mondo, supponiamo un paese africano, fisicamente manterrà l’eredità dei suoi genitori ma culturalmente e socialmente apprenderà e si costruirà un’educazione differente legata all’appartenenza alla famiglia che lo ha adottato.

Questo ci conferma che l’educazione etica fornita in tenera età ad un individuo lo può trasformare in una persona adulta consapevole di questi principi che facilmente metterà in pratica nel corso della sua vita e a sua volta li trasmetterà naturalmente ai suoi figli realizzando così una società veramente umana e civile.

Se la famiglia non ha le capacità o la preparazione a svolgere tale compito la scuola ha l’obbligo di provvedere a questa formazione.

Purtroppo questa scuola non è all’altezza, forse anche volutamente.

Quando i bambini crescono in un ambiente dove il principio imperante è l’ottenere invece che il dare, il benessere ed il denaro come obiettivo assoluto a scapito del prossimo, la società è destinata all’autodistruzione.

Questo porta ai conflitti sociali, ai conflitti militari, alle tragedie umanitarie, alla povertà, alla devastazione dell’ambiente il tutto eseguito nel raggiungimento del benessere economico e della supremazia degli uni sugli altri.

Se non c’è un’inversione di tendenza a partire dalla scuola basteranno poche generazioni di individui senza scrupoli a far finire la nostra società… e ora siamo già a buon punto.

A. Risso.

Non solo Tirreno power….


I media in questo periodo ci informano che nell’inchiesta per disastro ambientale sulla Tirreno Power di Vado sono indagati soggetti politici che a vario titolo avrebbero avuto responsabilità istituzionali nella gestione dell’emergenza sanitaria, dei controlli e nel rilascio di provvedimenti autorizzativi.

La morte di centinaia di persone dovrebbero pesare a vario titolo sulle loro coscienze ma a leggere le varie dichiarazioni pare che l’unico agire imperante sia quella di tutelare le proprie posizioni, eventualmente scaricando responsabilità su altri, mantenere lo status quo di sempre o addirittura perpetuarlo.

L’accusa: “il danno c’è stato, chi doveva impedirlo non l’ha fatto”

Bene, ma questi ipotetici responsabili a quali categorie apparterrebbero?
Di “chi” stiamo parlando?

Ovvio, sul podio, nell’ordine d’importanza:
1° posto: Politici che avrebbero permesso tutto quanto legislativamente ed amministrativamente e non avrebbero disposto controlli efficaci e di buon senso;

2° posto: Controllori, ovvero coloro che avrebbero avuto il compito di eseguire i necessari controlli ed ispezioni in maniera “efficiente e utile” a stabilire la reale situazione ambientale e in mancanza di direttive in tal senso di fare il possibile per ottenerle;

3° posto: l’azienda (no comment);

Diamo onore al merito, con la medaglia di legno, all’operato dei Sindacati, che sembrano i difensori d’ufficio dell’azienda e del PD che ha governato la Regione così bene e che per continuità candida addirittura la Paita al governo della regione, come se fosse possibile che chi ha responsabilità politiche, possa essere anche cura.

Appoggiamo il lavoro della magistratura, ad ora, unica istituzione che fa il suo dovere legittimo però una domanda ci sorge spontanea: quando ci si occuperà della ValBormida?

Ricordiamo che la Val Bormida vive una situazione ambientale forse peggiore di quella vadese, molto simile per quanto riguarda soggetti responsabili, politici e amministrativi.

Attendiamo che l’inchiesta avviata per disastro ambientale entri nel vivo e soprattutto chi ha compiti istituzionali provveda a individuare precise responsabilità su eventuali “cause”, non prima l’aver individuato gli “effetti”.

Chiediamo che sia subito avviata un’efficiente, obiettiva ed autorevole indagine epidemiologica su tutti i comuni della valle.

Contemporaneamente si esegua un’efficace campagna di monitoraggi ambientali su tutto il territorio e particolarmente concentrati nelle aree più critiche coinvolgendo rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
Questo, tanto per incominciare.

In mancanza di dati utili a definire la gravità delle condizioni ambientali e le possibili responsabilità, chiediamo ai pubblici amministratori che in Valle non vengano insediate ulteriori attività che potrebbero contribuire all’aggravamento della situazione.

Informazione e Quarto potere.


Si chiama Quarto potere la capacità dei mass media di influire sulle opinioni e le preferenze dei lettori o dei telespettatori.

Il concetto emerse con la diffusione della stampa e della televisione nella vita di tutti i giorni, che con il passare del tempo è divenuta l’unica fonte d’informazione per la maggior parte della popolazione dei Paesi democratici.

I pericoli principali per la democrazia, in seguito ad un uso inadeguato di questo potere, sono costituiti dal controllo politico dei mezzi di informazione e dall’accentramento di questi nelle mani di un limitato gruppo di persone, di solito lobby di potere in combutta con logge massoniche e le grandi aziende.

La società dunque viene controllata attraverso la stampa e in generale attraverso i mass media.

Ma in che modo avviene ciò?

La maggior parte dell’informazione arriva dalla televisione e dai giornali e di questa informazione ci fidiamo perché se la televisione è seguita da tutti e i giornali sono letti da tutti, pensiamo che non possano riferire notizie false.

Quante volte ci è capitato di raccontare un fatto a qualcuno, e di fronte all’incredulità di questa persona, abbiamo detto: “l’ho sentito in TV, è vero”.

Quello che ci condiziona è l’autorevolezza del mezzo e della fonte.

Per influenzare gli spettatori o i lettori, i mass media utilizzano degli stratagemmi, che spesso passano inosservati tra i quali:

Distrarre
A volte si cerca di distrarre il pubblico deviando l’attenzione su qualcos’altro che colpisce la sensibilità collettiva.
Per esempio, i programmi televisivi si concentrano notizie irrilevanti, gossip, omicidi, stragi, in generale sulla cronaca nera, e molto spesso anche sulla vita privata dei personaggi politici.
Questi fatti vengono mandati in onda a tutte le ore del giorno costantemente, in modo che veniamo distratti da ciò che sarebbe più rilevante sapere, come progetti politici e proposte di legge impopolari, discutibili iniziative pubbliche, servizi e riforme inadeguate.

Preparare il terreno per ………
Un altro modo per influenzare il pubblico è quello di dare spazio a problemi comuni e subito dopo dare le soluzioni giustificandone l’impiego per i più svariati motivi.

In alcuni periodi siamo tempestati di notizie riguardanti incidenti del sabato sera o causati da guida in stato di ebbrezza. Queste notizie sono state un preludio all’introduzione di decreti legislativi, come l’introduzione dei punti sulla patente del 2003 o le leggi riguardanti la guida sotto effetto di alcol del 2008.

Ricorrente è la notizia che le carceri sono sovraffollate, omettendo che ci sono in Italia decine di carceri vuote, e l’Europa ci sanziona per questo ecc…
Quindi è necessario fare indulti ed indultini periodici, non utili ai delinquenti comuni che dopo non molto tempo ritornano ad affollare gli istituti, ma a tutto vantaggio dei colletti bianchi ai quali è così garantita maggiore impunità.

Il Grande Fratello sta arrivando.
Lo stanno cucinando a fuoco lento approfittando cinicamente della tragedia di Charlie Hebdo a Parigi.

Il modus operandi è sempre lo stesso: subito dopo un attentato, grazie alla pressione dei media, il cordoglio viene trasformato in paura. Qualche settimana dopo, quando gli occhi di stampa e tv si spostano su altro, arrivano le misure liberticide. E’ successo così all’indomani dell’attentato delle Torri Gemelle con il Patriot Act firmato da George Bush e scritto da CIA e FBI. Adesso il copione si ripeterà anche in Europa dove uno stato di diritto, anche se limitato come quello italiano, potrebbe trasformarsi in uno stato di polizia.

Le informazioni sulle proposte di legge impopolari vengono date poco per volta, in modo da essere lentamente assimilate e accettate da tutti mentre, se invece fossero presentate tutte insieme palesandone gli scopi reali, ne seguirebbe un malcontento generale e si solleverebbero voci di protesta.

È così che negli ultimi tempi sono addirittura passate leggi a tutela di interessi di singoli, totalmente incostituzionali o palesemente lesive dei diritti dei cittadini nel quasi disinteresse, incoscienza e addirittura approvazione della gente “opportunamente preparata”.
Ci hanno fatto “subire” tre Presidenti del Consiglio nominati, non votati dai cittadini, anche se forse atto giuridicamente ammissibile, politicamente vergognoso e indecoroso per un paese democratico.
In un contesto “normale” i media avrebbero sollevato decisamente la questione e probabilmente le cose non sarebbero andate in questo modo.

Tranquillizzare
Quando i problemi reali si mostrano nella loro verità alla gente, i parametri economici generali sono pessimi, si sollevano moti di protesta nel paese, i media operano con lo scopo di tranquillizzare, minimizzare, fornendo dati menzogneri, falsi presupposti di miglioramento e prospettive ingannevoli.
Ricordiamo alcune incontestate affermazioni: “i ristoranti sono pieni”, “la ripresa è vicina”, “si vede la luce in fondo al tunnel” e “le famiglie italiane si sono arricchite”.

Demonizzare gli avversari
Il peggio viene dato quando l’obiettivo è colpire mediaticamente chi si oppone al sistema utilizzando i media per screditarlo, censurarlo, demonizzarlo, sminuirlo.
Coloro che provano a reagire vengono subito demonizzati sui media, quasi come terroristi ed eversori, “stupratori”, populisti, demagoghi, minaccia per la democrazia, quadristi di piazza che in ogni manifestazione sono causa di disordini e incidenti e ciò per togliere considerazione, approvazione e appoggio sociale da parte del resto della popolazione.
Non si fa più nessuna distinzione tra cittadini che lottano per il proprio territorio come i NO TAV, disoccupati, invalidi, operai e persone in ogni genere di difficoltà, uomini, donne e anziani che vengono ripresi mentre sono manganellati dalle forze dell’ordine.

Malcom x negli anni 60 possedeva già questa consapevolezza e disse: “se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono”, nulla di più esatto e calzante con la realtà (italiana).

Propagandare
La costante presenza sui media di personaggi politici determina un costante e progressivo aumento di popolarità dei medesimi e del partito che rappresentano fino a raggiungere soglie di consenso elettorali importanti così da pilotare la scelta di voto degli elettori e la formazione di governi e parlamenti che sfuggono ai principi di vera democrazia nel nostro paese.
Questi personaggi vengono rappresentati quali portatori di verità e saggezza, competenza divina e tutori degli interessi del popolo al quale dicono ciò che vuole sentirsi dire, consapevoli di mentire e possedere opposti propositi.
Raccontano le loro non-verità in totale assenza di contraddittorio asserviti da giornalisti che non si permettono di metterli in cattiva luce con domande o atteggiamenti compromettenti.
Normalmente questi soggetti sono le stesse persone che hanno causato i problemi che si prefiggono di risolvere.
Purtroppo il cittadino “ipnotizzato” dal metodo soccombe e si fa condizionare in cabina elettorale così perpetuando il potere di questi soggetti causando la progressiva depauperazione democratica del paese.

La televisione raggiunge chiunque, una fetta di popolazione non solo molto ampia, ma anche eterogenea e culturalmente differenziata, infiltrandosi nelle case italiane quotidianamente ed ha acquisito la fiducia da poter condizionare scelte politiche, pensiero, moda e stile di vita di tutta la popolazione.

La tragica conseguenza di tutto ciò sulla società è una progressiva limitazione della libertà intellettuale dei cittadini che, nella disinformazione pilotata da chi detiene le leve del potere e dell’informazione, si traduce in una falsa ed errata consapevolezza di Democrazia che esprime i maggiori danni nella cabina elettorale.

Chi possiede un livello di preparazione abbastanza elevato accede alle informazioni sulla rete, avendo l’opportunità di trovare diverse fonti, diversi punti di vista e verificarne l’attendibilità e quindi di “sfuggire” in un qual modo al fenomeno.
Purtroppo Blog, social network e quotidiani online, pur essendo un’importante fonte informativa non possiedono ancora l’autorità e la diffusione della stampa e della televisione, che riescono ad influenzare la maggior parte delle persone.
Pare che solo il 20% della popolazione “accorta” riesca ad informarsi in maniera obiettiva in rete, e malgrado questo, il sistema (regime) cerca di demonizzarne l’uso ed i contenuti o addirittura limitarne la diffusione con progetti di legge ai limiti della censura.

Il resto della popolazione, meno esigente, disinteressata, più anziana e culturalmente meno dotata segue programmi televisivi giornalistici di informazione e approfondimento, talk show e telegiornali dove l’informazione è sì di facile consultazione ma unidirezionale e “gestita” per lo scopo.
La stampa (i giornali) non riesce a raggiungere il grado di condizionamento che possiede la televisione pur tuttavia, nella stragrande maggioranza delle testate, è anch’essa condizionata dal potere.

I cittadini credono di vivere in un paese democratico poiché possono esprimere determinate opinioni entro certi “limiti” e tuttavia “a volte” vanno a votare e scelgono qualcuno che ritengono rappresentante delle loro idee a tutela dei loro interessi.
Invece non si rendono conto che il loro voto è in larga parte “indirizzato” verso coloro che detengono il potere, che condizionano tutto dall’economia, alla vita sociale alla libertà.

Questi cittadini si rendono comunque conto che il paese ha dei problemi, l’economia va sempre peggio, la povertà avanza e lo stato non funziona anche perché loro stessi sono i primi a subirne le conseguenze.

Malgrado ciò non riescono, non possono o non vogliono dare una svolta partecipando attivamente al cambiamento, informandosi meglio, votando diversamente, ma si limitano ad accettare scelte politiche e decisioni altrui fatte alle loro spalle poiché “il quarto potere” li condiziona.

Poi ovviamente ci sono coloro che nel sistema ci “marciano”, ai quali l’informazione non incide nella formazione di idee politiche.
Per loro il sistema è una necessità, uno status quo irrinunciabile e “il quarto potere” è uno strumento a loro uso, consumo e vantaggio.
Tra questi soggetti definiti “casta” c’è chi ha grande potere, privilegi e conflitti di interessi mentre altri optano per qualsiasi altro genere di profitto e utilità e il tutto a scapito dei molti che, credendo di vivere anche loro nel pieno benessere, nella libertà e nella democrazia, vittime di un pericoloso parassitismo sociale, pagano il conto e piano piano perdono tutto senza neppur rendersene conto.

Negli ultimi tempi, molti che potrebbero essere intesi come “ravveduti”, ma invece non lo sono, optano per il “non voto”, l’astensionismo elettorale, supponendo in tal modo di danneggiare il sistema.

Purtroppo con è così in quanto il “regime” utilizza il quarto potere per convincere loro che non esiste alternativa politica ed esso, che non vi è opposizione efficace, uniformando tutti agli occhi di questi elettori.

Se questo non-voto di protesta si traducesse in un consenso all’opposizione politica, quella vera, il regime sarebbe spacciato.
Il consenso del regime, minoritario, “comprato” con clientelismo e quant’altro, non basterebbe a sovrastare un elettorato compatto e maggioritario intenzionato a cambiare realmente le cose.

Il comune cittadino, grazie all’azione del “quarto potere”, poco a poco perde progressivamente diritti, libertà e benessere ed è simile a una rana immersa nell’acqua fredda all’interno di una pendola, posta su un fornello acceso che progressivamente e lentamente scalda l’acqua.
La rana inizialmente si trova a suo agio, nell’acqua tiepida ed accogliente.
Tuttavia non si rende conto che con il passare del tempo la temperatura si sta alzando e lentamente si ritrova senza via di scampo, bollita, senza capirne il motivo.

Questo è il destino della nostra società se non ci ravvediamo in tempo.

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