Quale gestione delle emergenze in Valbormida?


Siamo purtroppo consapevoli che oramai la situazione meteorologica condiziona pesantemente la vita dei cittadini.
Dopo le recenti alluvioni in riviera ad ogni perturbazione in arrivo parte l’allerta meteo e per pulirsi la coscienza o la responsabilità assistiamo alla lotteria delle chiusure scolastiche di cui i sindaci divengono i sorteggiatori.

Nulla da eccepire, ma purtroppo non tutti i sindaci valbormidesi la pensano allo stesso modo o perlomeno pare non abbiano tutti la stessa sensibilità nel valutare l’emergenza in quanto le chiusure avvengono “a macchia di leopardo” e spesso inutilmente.

La situazione veramente grave che sfugge a molti, sindaci compresi, è la gestione dell’emergenza sanitaria in ValBormida durante questi eventi meteorologici e di allarme.

Ci riferiamo all’ospedale di Cairo Montenotte il cui Pronto Soccorso, com’è noto, non esiste più come tale ma è stato declassato in maniera scellerata e miope a “Punto di Primo Intervento”.

Un paio di settimane fa, in condizione di allerta meteo, con autostrada e il Cadibona chiusi, il Punto di Primo Intervento di Cairo ha dovuto sopperire alle funzioni di Pronto Soccorso vero e proprio essendo l’unica struttura sanitaria operativa e raggiungibile in valle in quel momento.

Fortuna ha voluto che non ci fossero casi di emergenza, i cosiddetti “codici rossi”, ma sarebbe bastata anche una banale appendicite acuta per ritrovarsi in gravi difficoltà nel far fronte alla situazione, vista l’impossibilità di effettuare trasferimenti all’ospedale di Savona o Pietra Ligure.

Di questa situazione nessuna autorità sanitaria (ASL2 e Sindaco) si è premurata di prendere visione e fornire supporto alcuno.

Dai responsabili di questa scellerata ed irresponsabile organizzazione sanitaria vorremmo sapere se si rendono conto che in queste situazioni si mette a repentaglio la vita dei cittadini della Valbormida.

Ritenete che l’emergenza meteo sia solo un problema scolastico?

Siete consapevoli che in queste condizioni l’ospedale di Cairo, per com’è stato strutturato, non è autorizzato e non è in grado di sopperire alle funzioni di un vero ospedale essendo solo un avamposto di quello di Savona ed è in grado di fornire solo assistenza e trattamento per piccoli problemi di salute che non necessitino di ricovero o supporto di specialisti?

Come può il Sindaco di Cairo, di norma il “responsabile” istituzionale e oltretutto membro della Conferenza dei Sindaci dell’Asl n. 2 Savonese, permettere l’esistenza di questa situazione?

Se ne rende conto o tutto ciò avviene “a sua insaputa”?

A breve sono previste nevicate e la “cancellata” Provincia di Savona ci ha prospettato difficoltà nel servizio di sgombero neve per mancanza di fondi.

A cosa dobbiamo prepararci?

Riuscirà Briano almeno a prevedere determinate misure compensative per l’emergenza sanitaria oppure ritiene che ci dobbiamo trasferire in riviera?

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Pubblicato il 9 dicembre 2014 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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