Archivio mensile:ottobre 2014

Burlando, così in trent’anni ha distrutto la Liguria – di Ferruccio Sansa | 17 ottobre 2014


Questa volta parlerò di me. Un giornalista non dovrebbe mai farlo. Mi rincresce doppiamente perché Genova in questo momento ha bisogno di tutto fuorché di polemiche. Ma credo di doverlo a me stesso, al legame che ho con Genova e alla mia famiglia. E a voi lettori.

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Nei giorni scorsi Claudio Burlando, Governatore della Liguria al potere da trent’anni, ha attribuito la responsabilità delle alluvioni e dei morti a mio padre, Adriano Sansa, sindaco di Genova dal 1993 al 1997. Una calunnia – il metodo Sansa invece del metodo Boffo – per salvare la poltrona: Burlando e la sua combriccola sono allarmati dalla voce di una mia candidatura alle elezioni regionali (ma di questo parlerò poi). Ma la politica, come diceva il socialista Rino Formica, “è sangue e merda”. Forse in quella ligure oggi c’è poco sangue. Perciò sono costretto a rispondere.

Mi limiterò ai fatti:

1. Burlando è stato vicesindaco e sindaco di Genova dal 1990 al 1993. In quei tre anni ci sono state due alluvioni (1992 e 1993). Come assessore all’Urbanistica, sarà un caso, Burlando scelse un architetto che negli anni successivi ha firmato operazioni immobiliari da centinaia di migliaia di metri cubi realizzate da costruttori oggi latitanti.

2. Mio padre è stato sindaco dal 1993 (due mesi dopo l’alluvione) al 1997. Quando arrivò in Comune la realizzazione dello scolmatore incriminato era resa impossibile dai processi pendenti. Non fu lui, come invece afferma Burlando, a voler bloccare i lavori. Non solo: mio padre fu il primo sindaco che scelse uno stimatissimo geologo – Sandro Nosengo – come assessore all’Urbanistica. La priorità era chiara: basta cemento (furono fermate le nuove edificazioni in collina), puntiamo sul risanamento del territorio e dei fiumi. Così si fece: i geologi consigliarono di investire in un piano complessivo che risanasse il bacino idrico di tutti i torrenti (non solo del Bisagno). Per i piani di bacino dei corsi d’acqua, per la loro risistemazione e per la pulizia (lavoro indispensabile che, ahimé non porta voti, né tagli di nastri) furono investiti molti miliardi di lire. Il risultato, come ricordano i genovesi, fu che non si verificarono più alluvioni per diciotto anni.

3. Burlando è il dominus della politica ligure da trent’anni (è in congedo per motivi politici dai primi anni 90) avendo ricoperto le seguenti cariche: assessore ai trasporti (1983-1985), vicesindaco (1992-3), sindaco (1993 fino all’arresto, fu poi assolto), quindi ministro (1996-1998 con un seguito di polemiche a causa dei ripetuti deragliamenti ferroviari), infine è Governatore dal 2005 (riconfermato senza le primarie). Insomma, avrebbe avuto il tempo per fare qualcosa per evitare le alluvioni.

4. Negli ultimi anni sono stati arrestati due vice-presidenti della Giunta Burlando. Quasi metà del consiglio regionale è indagato.

5. Dall’anno del suo insediamento a oggi si contano in Liguria 4 alluvioni: 2010, 2011 (Genova e Cinque Terre), 2014.

6. Nel frattempo Burlando ha varato un Piano Casa che il presidente dei Verdi italiani, Angelo Bonelli, ha definito “il più devastante d’Italia”. L’assessore all’Urbanistica che lo predispose è stato poi arrestato.

7. La Giunta Burlando ha sostenuto la costruzione di porticcioli turistici, in perfetto accordo con Claudio Scajola (memorabile la loro presenza, fianco a fianco, all’inaugurazione dei lavori del porto di Imperia, poi travolto da indagini e arresti)

8. Il centrosinistra di Burlando ha sostenuto la realizzazione di un porticciolo da mille posti barca alle foci del fiume Magra che ogni anno provoca disastri. La società realizzatrice era controllata da Mps, la banca rossa. Nel cda sedeva il tesoriere della campagna di Burlando.

9. Dopo l’alluvione del 2011, che nello spezzino causò 13 morti, la maggioranza di centrosinistra ha dato il via alla realizzazione di un centro commerciale da 5.000 persone in una zona che lo stesso assessore all’Ambiente della Regione di Burlando definì “zona a rischio di alluvioni”. È certo un caso che l’operazione sia stata realizzata in pochi mesi, senza timore di ricorsi al Tar (che invece bloccavano le opere anti-alluvione) e con maggiore solerzia dei lavori del Bisagno.

10. In Liguria mentre mancavano i soldi per lo scolmatore del Fereggiano (la Regione ha dato solo 5 milioni), la Giunta regionale di Burlando spendeva 1,6 milioni l’anno per pubblicità istituzionale distribuendo denaro a quasi tutti gli organi di informazione locale. Senza dire dei 2 milioni stanziati per il prossimo Giro d’Italia.

11. Il Tar ha respinto la sospensiva dei lavori del Bisagno nell’agosto 2012, ma dopo due anni i lavori non sono ancora ripresi. Da notare che gli stessi imprenditori mesi fa avevano inviato una lettera al presidente del Consiglio, a Burlando e a Doria per sollecitare l’apertura del cantiere.

12. Dopo anni di inerzia, mercoledì Burlando ha annunciato che i lavori riprenderanno nel 2015. Cinque giorni dopo l’alluvione. Perché non l’ha fatto prima?

13. L’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria (che avrebbe dovuto fare prevenzione e diramare allarmi) è Raffaella Paita, delfina di Burlando che il Pd vorrebbe candidare alla guida della Regione nel 2015. Paita è letteralmente sparita dopo l’alluvione.

14. Ma soprattutto: dei 10 milioni stanziati per l’alluvione del 2010 a Sestri Ponente ben otto sono rimasti nelle casse della Regione invece di finire alla gente e ai commercianti.

Questi sono fatti.

Ps. Da mesi a Genova si parla di una mia possibile candidatura alla guida della Regione. Ma nessuno mi ha chiesto di candidarmi. Sono un giornalista del Fatto Quotidiano, che mi consente con assoluta libertà di esprimere le mie opinioni e di scrivere inchieste sul centrodestra di Scajola, l’Idv di Di Pietro, la Lega di Belsito. E, ovviamente, sul centrosinistra di Burlando. Credo che un giornalista possa svolgere un importante ruolo civile anche con la sua professione. Denunciando i mali della Liguria e indicando possibili nuove strade.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/17/burlando-cosi-in-trentanni-ha-distrutto-la-liguria/1159063/

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Alluvione a Genova: Dopo il fango, le menzogne di Renzi, Burlando & C


Sui fondi (35 milioni) per i lavori di messa in sicurezza (parziale) del Bisagno, il RENZI ed il BURLANDO mentono sapendo di mentire quando dicono che sono tre anni che i lavori sono fermi e che questo stop è dovuto al TAR.

Costoro fanno venire il vomito con quella clamorosa falsità. Ma non sono da meno i giornalisti che li intervistano, che li hanno davanti quando affermano questa falsità e tacciono, e non gli domandano: “Mi scusi, ma il TAR della Liguria ha respinto la sospensiva, quindi non ha fermato proprio nulla. L’Ordinanza dell’agosto 2012 è chiarissima. Perché mente ai cittadini?”
Ora vediamo qualche dato ed il documento ufficiale che li smentisce definitivamente, sbugiardandoli una volta per tutte…

Claudio BURLANDO mente per negare le proprie responsabilità ed attaccare la magistratura.

Matteo RENZI mente per sponsorizzare lo “Sblocca Italia” ed attaccare magistratura ed avvocati in un colpo solo.

 1° dato
NON sono 3 anni che i lavori potevano partire. La gara – gestita dal Commissario Delegato Giuseppe ROMANO – vide l’aggiudicazione provvisoria il 6 MARZO 2012. e quella definitiva il 28 MARZO 2012. L’avvio della procedura per la stipula del contratto di appalto è stata il 19/7/2012.

2° dato
Le imprese partecipanti escluse e perdenti nella gara d’appalto hanno promosso ricorso al TAR della Liguria, chiedendo anche la sospensiva dell’aggiudicazione.

3° dato
Il TAR della Liguria NON ha disposto alcuno stop ai lavori dell’appalto.

Il TAR della Liguria in data 24 AGOSTO 2012 con propria Ordinanza ha infatti RESPINTO la richiesta di sospensiva presentata dai ricorrenti affermando “…che, allo stato, prevale comunque l’interesse pubblico al celere avvio delle prestazioni che formano oggetto dell’appalto…”.

Il rigetto della “sospensiva” da parte del TAR, che affermava che tale decisione veniva assunta per garantire l’interesse pubblico al celere avvio dei lavori, ha messo nelle condizioni l’allora Commissario Delegato Giuseppe ROMANO, e poi il suo successore Claudio BURLANDO, di far partire i lavori. Se ROMANO prima e BURLANDO dopo, come Commissari Delegati dal Governo, non hanno fatto partire i lavori non dicano che è colpa del TAR, si assumano le loro responsabilità! 

Quindi quando sentite RENZI, BURLANDO, DORIA & C che affermano e ripetono che è colpa del TAR se c’è stata l’alluvione a Genova, perché soldi e lavori erano pronti ma sono stati bloccati dal TAR, sappiate che costoro (ed i loro sodali) MENTONO SPUDORATAMENTE.

Quando soggetti che ricorpono alte cariche pubbliche (Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente di Regione, Sindaco) mentono così spudoratamente, davanti ad un documento ufficiale che li smentisce, è davvero segno che non si può riporre in loro alcuna fiducia.

http://www.casadellalegalita.info/archivio-storico/2014/11354-alluvione-a-genova-dopo-il-fango-le-menzogne-di-renzi-burlando-a-c.html

Alluvione a Genova: Scatta lo scudo protettivo per l’immagine della Paita


L’ARPAL e Protezione Civile della Regione Liguria impegnati nei loro calcoli matematici per capire se ci fosse o meno da proclamare lo stato di “ALLERTA” per il temporale e quindi le possibili esondazioni ed alluvioni, non si sono accorti che l’acqua saliva nei rivi e nei torrenti e si prendeva pezzi di strade e scalinate

Così mentre Genova ed entroterra finivano sotto acqua, fango e detriti, l’ARPAL e la Protezione Civile della Regione Liguria non dava l’allarme. Per loro, per i loro “calcoli matematici” era tutto a posto, quell’acqua, fango e detriti che invadevano la città era una “caricatura”, non la realtà… e così è stato sino alle 11:00 del 10 ottobre, dopo un giorno di pioggia intensa e dopo una serata e nottata di alluvione!

La Regione Liguria convoca una conferenza stampa per affrontare l’accaduto. C’è lui, il Presidente Claudio Burlando (anche Commissario Straordinario per l’emergenza del Fereggiano che anziché usare i soldi assegnati per la messa in sicurezza li usava per fare dei parcheggi che, come diceva lui ad un “compagno”: “sono queste le cose da fare, perché sono queste che la gente vede”).

Accanto lui ci doveva essere l’Assessore regionale alla Protezione Civile, quella del settore che faceva i “calcoli matematici” e non guardava fuori dalla finestra e non sentiva l’acqua salire. Ma questo assessore, Raffaella Paita, non c’era. C’era invece l’Assessore alla Sanità, Claudio Montaldo (l’ultimo vicepresidente della Giunta Burlando dopo la Fusco e Scialfa finiti nell’inchiesta sulle “spese pazze” ed anche finiti per qualche tempo agli arresti domiciliari).

Perché non c’era la Raffella Paita?

Semplice: la sua immagine non può essere associata al disastro e ad una evidente responsabilità politica per l’incapacità del suo ufficio. Il volto della Paita non deve essere visto dai cittadini in associazione all’ennesimo dramma di una città metta in ginocchio.

Per lei si devono alzare le protezioni (quelle che per la città non si sono alzate)… lei è la candidata prescelta da Burlando come futura Presidente della Regione Liguria. Ha una campagna elettorale da vincere, prima nelle Primarie e poi al voto ufficiale la signora, mica la si può far partire col piede sbagliato.

http://www.ninin.liguria.it/2014/10/11/leggi-notizia/argomenti/mezza-politica-1/articolo/alluvione-a-genova-scatta-lo-scudo-protettivo-per-limmagine-della-paita.html

Alluvione Genova: morto un 57enne. Ma l’assessore Paita, anzichè occuparsi della sicurezza del territorio pensa alla campagna elettorale


GENOVA – Per l’ennesima volta la Liguria paga in vite umane la malagestione e la disonestà della sua classe politica che per decenni ha chiuso gli occhi davanti a cementificazioni selvagge per compiacere quelle frange mafiose che così subdolamente si sono radicate sul territorio, mettendo in ginocchio quella che poteva essere un’economia sana, sfaldando i territori, depauperando le casse pubbliche che non sono mai in grado di destinare le giuste risorse economiche alle cose davvero importanti. La sicurezza del territorio è una di queste, ma l’assessore regionale Raffaella Paita, che ha le deleghe alle Infrastrutture, all’attività di protezione civile e alla difesa del suolo cosa ha fatto negli ultimi mesi? Ha servito salsicce alle feste di partito, si è dedicata alla sua campagna elettorale, andando su e giù quotidianamente per la Liguria a cercare consensi e potenziali voti.

Nell’alluvione del 2011 Genova ha contato 6 morti, tra i quali 2 bambine (cinque persone indagate per omicidio colposo e disastro plurimo tra le quali l’ex sindaco PD Marta Vincenzi), la città è regolarmente vittima di eventi alluvionali e ieri il Bisano è esondato tra Molassana e Brignole. L’acqua ha invaso le strade circostanti trascinando via le auto parcheggiate. I Rio Feregiano ha rotto gli argini, travolgendo altre auto in sosta, cartelli stradali e allagando la zona dietro lo stadio Ferraris. Esondato anche lo Sturla, torrente del quartiere levante di Genova. E’ morto un uomo di 57 anni.

Buona campagna elettorale assessore Raffaella Paita…

Fabio Vistori, Cittadino in MoVimento

http://www.laspeziaoggi.it/news/2014/10/alluvione-genova-morto-un-24enne-ma-lassessore-paita-anziche-occuparsi-della-sicurezza-del-territorio-pensa-alla-campagna-elettorale/

Per gli “amici” della Lega : quando B. invitò i nordafricani “Casa, lavoro e ….. in Italia”


In questo periodo Matteo Salvini, un altro Matteo campione di incoerenza, si scatena contro gli immigrati, contro Mare Nostrum, contro gli euro agli immigrati ecc. con i soliti slogan opportunistici antimmigrazione che periodicamente vengono riproposti in periodi elettorali.

Lo stesso politico, così come i suoi predecessori alla guida del partito, non si preoccupa invece di dare chiarimenti riguardo a questo.

Tutto accadde durante il quarto governo Berlusconi, il sessantesimo governo della Repubblica Italiana, il primo della XVI legislatura che rimase in carica dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, per un totale di 1.287 giorni, ovvero 3 anni 6 mesi e 8 giorni, risultando il secondo governo più longevo della Repubblica Italiana a guida Centro destra – PdL/Lega Nord.

Ricordiamo chi sedevano sulle poltrone dei seguenti ministeri:
Interno – Roberto Maroni (Lega Nord)
Difesa – Ignazio La Russa (Popolo delle libertà)
Giustizia – Nitto Francesco Palma (Popolo delle libertà) – dal 28/07/11 e Angelino Alfano (Popolo delle libertà) – fino al 27/07/11

Quindi due forze politiche che per definizione avrebbe avuto tra le priorità il contrasto alla criminalità e all’immigrazione clandestina tanto che il 2 luglio 2009, con il secondo ddl Sicurezza, diviene legge il reato d’immigrazione clandestina, vi è l’istituzione delle ronde e nuove misure sulla lotta alla mafia.

Non dimentichiamo la Legge Bossi-Fini del 30 luglio 2002, n. 189, varata dal Parlamento italiano nel corso della XIV Legislatura, che modificava la cosiddetta legge Turco-Napolitano, ovvero la legge 6 marzo 1998, n. 40.

Tale norma, tuttora vigente, prende il nome dai primi firmatari Gianfranco Fini ed Umberto Bossi che nel governo Berlusconi II ricoprivano, rispettivamente, le cariche di vicepresidente del Consiglio dei ministri e di ministro per le Riforme istituzionali e la Devoluzione.

Il 21 gennaio 2009, con l’approvazione bipartisan alla Camera del ddl sulla proroga delle missioni internazionali viene approvato il trattato di amicizia Italia-Libia, confermato il 3 febbraio in Senato.

A commento di quanto realizzato l’allora premier Silvio Berlusconi: “Grazie al trattato siglato oggi, l’Italia potrà vedere ridotto il numero dei clandestini che giungono sulle nostre coste e disporre anche di maggiori quantità di gas e di petrolio libico, che è della migliore qualità. La firma di questo trattato ha una portata storica e chiude definitivamente la pagina del passato – Italia e Libia combatteranno insieme contro i commercianti di schiavi nel contrasto all’immigrazione clandestina. A fronte degli indennizzi per 5 miliardi di dollari che l’Italia stanzierà per voltare pagina rispetto al periodo dell’occupazione coloniale, Roma si attende infatti la piena collaborazione da parte della Libia nel contrasto all’immigrazione clandestina e l’attuazione dell’accordo già firmato nel dicembre 2007 per il pattugliamento congiunto delle coste libiche dalle quali salpano fiumi di migranti verso Lampedusa. L’accordo si baserà su una somma di 200 milioni di dollari all’anno per i prossimi 20 anni, sotto forma di investimenti in progetti infrastrutturali in Libia.”

Il leader della Lega, Umberto Bossi, giudicava positivamente l’accordo raggiunto tra Italia e Libia: «Va bene l’accordo con la Libia perché la Libia fermerà gli immigrati clandestini invece di mandarli qui – disse Bossi parlando ad una manifestazione della Lega a Melzo – perché da lì che arrivano tutti gli extracomunitari. Mi sembra che ci sia un’azione della Libia per i clandestini che vengono qui. Ciò sarebbe un aiuto insperato e positivo», aggiunse Bossi. Bossi elogiò l’azione del ministro dell’Interno e collega di partito Roberto Maroni: «Se Berlusconi ha firmato l’accordo è anche perché ci ha lavorato sopra anche Maroni».

Bene, anzi, ottimo, finalmente un governo deciso a stroncare l’immigrazione clandestina, e a regolarizzare quelli (molti) già presenti nel paese!

Ma allora perché nell’agosto 2009, a pochi mesi dalla conclusione di questi accordi per stroncare l’immigrazione incontrollata, il premier Silvio Berlusconi dichiarava a NESSMATV, l’emittente tunisina (vista in tutti i paesi del Maghreb): “gli italiani devono dare agli immigrati la possibilità di un lavoro, di una casa e di una scuola per i propri figli, ospedali e assistenza : questa è la politica del mio governo….”

Si, proprio così, alla tv tunisina garantì ai cittadini di quel paese e di tutta l’area maggior produttrice di immigrazione clandestina, “una casa, un lavoro, scuola e assistenza sanitaria” se fossero venuti in Italia!

Ovviamente tutti i telespettatori di NESSMATV avranno così ritenuto di poter venire nel nostro paese ritenendosi “autorizzati” proprio da chi avrebbe avuto il compito di dissuaderli e ostacolarli in un momento di difficoltà sociale.

La più folle e irresponsabile delle dichiarazioni in un momento di emergenza immigrazione, curiosa, visto che è stata fatta dal premier di un governo di “destra” sorretto proprio da un partito come la Lega nord che ha racimolato voti proprio con lo “spettro” immigrazione.
La cosa più sensazionale in tale affermazione che ha parlato a nome dell’intero governo, Lega compresa! (“…. questa è la politica del mio governo….”)

Non ci credete?

Guardate il video, …… non è Crozza.

Parte prima – https://www.youtube.com/watch?v=sLEVGnQOjv4

oppure:

I “leghisti” che ne pensarono e che ne pensano?
Tutto questo avvenne a “loro insaputa”?
O erano consapevoli e d’accordo?

Avrebbero potuto prendere posizione contraria e fare cadere il governo avendo l’alleato e Presidente del Consiglio in persona violato il “dogma” leghista.

Non essendo accaduto tutto ciò si potrebbe pensare che la cosa alla Lega “andasse bene”?

Ovviamente gli organi di informazione all’epoca hanno taciuto la notizia……. troppo imbarazzante o forse era meglio non divulgarla per non suscitare queste domande.

L’immigrazione incontrollata e clandestina è sempre proliferata anche in presenza di proclami e restrizioni apparenti come la legge Bossi-Fini ma da lì a richiedere esplicitamente di abbandonare i loro paesi per venire in Italia è un passo enorme che ha acceso enormi aspettative in questi popoli nei confronti del nostro paese favorendo gli ingressi, regolari e no, che ancora in queste ore sono un problema per tutti noi.

Dopo avere baciato le mani a Gheddafi e aver utilizzato il suo trattato di “amicizia” come “carta igienica”, aver quindi contribuito a “liquidare” il loro “amico”, devastato quel paese per il suo petrolio, facendone la miglior base di partenza senza controllo per i traffici di uomini, come si pensa di affrontare il problema?

Qualcuno ha fomentato queste guerre gettando nella violenza, nel disordine e nell’anarchia questi paesi. Ora la situazione è ancora più grave perché la gente spara nelle strade distruggendo tutto quello che resta di una nazione che anche se era governata da un dittatore era sempre meglio di questa.

Ora nessuno blocca le partenze dei clandestini che forse hanno ancora nelle orecchie quelle parole di B., in fuga da povertà e violenza, allettati dal miraggio che in Italia si “accolgono” tutti e lo stato garantisce qualsiasi assistenza o addirittura paga soggiorni in hotel (come realmente pare).

In questo contesto le organizzazioni criminali che gestiscono questi traffici sembra abbiano “carta bianca” e in questa situazione di emergenza sociale viene spesa una marea di soldi pubblici i cui beneficiari non sono solo gli immigrati ma tutti coloro che fanno parte della filiera dell’industria dell’accoglienza e dell’assistenza.

Per questo fenomeno che sembra incontrollato ed inarrestabile pare che lo stato spenda milioni di euro al giorno, soldi sottratti ad altri servizi sociali interni, a favore di tante “entità” con relazioni politiche.

Ovviamente le domande sarebbero parecchie tra le quali: chi può garantire che l’ebola non possa essere veicolata in casa nostra da questi flussi migratori inarrestabili? Oppure si pensa già a fare affari con la vendita di kit e farmaci anti ebola?

Attendiamo risposte che probabilmente nessuno ci vorrà dare ma siamo consapevoli che gli stessi personaggi che hanno contribuito a tutto questo saranno i primi che come al solito strumentalizzeranno in ogni occasione l’immigrazione per fini elettorali (vedi appunto il sig. Salvini & C.).

Speriamo solo che i loro elettori, non solo leghisti ma in genere quelli che una volta potevano essere definiti di “destra” finalmente aprano gli occhi e si rendano conto di essere stati, e che tuttora sono, presi in giro.

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