Archivio mensile:luglio 2014

Riforme ………


Pagina 2

 

80 euro………


Abbiamo scovato un documento ufficiale del MEF, il Ministero dell’Economia e Finanze, che smaschera la truffa di Renzi riguardo ai famosi 80 euro: è un gioco delle tre carte. Oggi te li do, domani spariscono. Come? Con un artifizio tecnico che lascerà tutti a bocca aperta. Pubblichiamo, in esclusiva, il documento.

 Il documento è datato 22 maggio, quindi tre giorni prima delle elezioni. E, probabilmente, non è un caso che sia stato secretato fino a quel momento e che abbia visto la luce “fuori tempo massimo”, quando i giochi elettorali erano ormai chiusi e l’effetto “80 euro” era andato a buon fine, come ha dimostrato poi la schiacciante vittoria del Partito Democratico del pifferaio Renzi.

Checché ne dicano analisti e parolai, alla ricerca di chissà quali motivazioni psico-sociali dietro il 40-20 delle Europee 2014, la spinta eccezionalmente decisiva al trionfo renziano l’hanno data gli 80 euro. Diciamocela tutta: siamo un Paese che dai tempi di Achille Lauro ad oggi non è cambiato in niente, almeno da questo punto di vista. Il voto di scambio c’è sempre stato e sempre ci sarà e, se siamo stati capaci di venderci per un paio di scarpe, figurarsi per 80 euro in busta paga. O almeno: per la promessa di 80 euro in busta paga.

Perché di questo si tratta: di una promessa. Di un gioco delle tre carte che presto si rivelerà tale. E intanto Renzi è ben saldo al suo posto e ci resterà, bontà sua, fino al 2018. Almeno stando alle sue dichiarazioni post-elettorali.

Il sospetto che si trattasse di una truffa in piena regola lo abbiamo sempre avuto. Ma trovarci davanti a questo documento ci ha lasciato, francamente, senza parole. Ricordate la falsa promessa di restituzione dell’Imu di Berlusconi? A confronto quella è roba per dilettanti.

Veniamo ai contenuti del documento, firmato da Roberta Lotti, dirigente dell’Ufficio V della Direzione dei Sistemi Informativi e dell’Innovazione del MEF.

L’Ufficio V ha competenza in materia di “retribuzioni per il personale delle amministrazioni dello Stato”: parliamo quindi di quella schiera di dipendenti pubblici, che compongono una grossa fetta degli aventi diritto alla detrazioni Irpef, quindi i famosi 80 euro, a scalare in base alle fasce di reddito.

Ricordiamo che il bonus promesso da Renzi dovrebbe essere di 80 euro per i redditi dipendenti compresi fra gli 8.000 e i 24.000 €, mentre andrà a scendere fino a scomparire per la fascia di reddito compreso fra 24.001 e 26.000 €.

L’oggetto del documento, che pubblichiamo in esclusiva e che smaschera la truffa di Renzi, riguarda “le indicazioni operative in merito all’art.1, D.L. 66 del 24 aprile 2014 in materia di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti”: ovvero, tratta proprio dei famosi 80 euro.

Fin qui nulla di strano. Se non fosse che, a partire da qualche riga più giù, sale fortissima la puzza di bruciato.

Perché, così si legge nel documento, “codesti uffici” mettono on-line “la funzione self service a disposizione degli amministrati per comunicare la rinuncia all’attribuzione del beneficio”.

Domanda: perché mai qualcuno dovrebbe rinunciare agli 80 euro in busta paga? Chi sarebbe così sciocco?

A meno che… a meno che non risulti più semplice rinunciare piuttosto che aspettare invano la manna dal cielo.

E scorrendo il documento si capisce dove sta l’inghippo.

L’artifizio tecnico che viene utilizzato è racchiuso tutto nella differenza tra “reddito previsionale” e “reddito reale”. Perché, questo si legge nel documento, la detrazione Irpef (il bonus da 80 euro) verrà calcolata sulla base del “reddito previsionale” e non su quella del “reddito reale”.

Conclusione: a fine anno saranno migliaia quelli chiamati a restituire i soldi sulla base dell’imponibile reale. Ecco il perché il Mef avverte fin da ora che chi vuole può rinunciare, tramite l’apposito modulo self-service, all’attribuzione del credito.

Come denunciato da Marcello Pacifico dell’Anief-Confedir – l’associazione nazionale sindacale per il personale docente e Ata, precario e di ruolo – “alla fine della fiera appena il 40% degli insegnanti percepirà l’aumento. Su 735mila prof in servizio solo 300mila. E per tanti sarà anche inferiore a quanto strombazzato dall’Esecutivo.”

Non solo: “Se l’aumento corrisposto con le buste paga del mese di maggio è solo ipotetico – accusa Pacifico – perche il credito è stato determinato sul reddito presunto e non effettivo”, questo significa che “a fine anno, in fase di conguaglio, sarà poi determinata l’effettiva spettanza in base al reddito complessivo reale e ai giorni lavorati. Per migliaia di insegnanti che percepiscono redditi al limite della soglia prevista dal beneficio fiscale, si sta quindi profilando la concreta possibilità che i benefici acquisiti in busta paga nei prossimi otto mesi vengono poi restituiti a fine 2014.”

Ovvio: basta calcolare il bonus su un reddito presunto, e non su base reale, per mandare “fuori soglia” migliaia di persone ed evitare di assegnare loro gli 80 euro.

Persino Totò, che era riuscito a vendere la Fontana di Trevi ad un turista americano, sarebbe impallidito di fronte al mago (della truffa) Renzi.

 

Una proposta per l’ospedale di Ceva: si può fare?


Sala consiliare Comune di Millesimo - On. Matteo Mantero.

Sala consiliare Comune di Millesimo – On. Matteo Mantero.

Venerdì 18 luglio abbiamo partecipato all’incontro pubblico presso la sala consiliare del comune di Millesimo organizzata dai comitati sanitari valbormidese e cebano avente l’obiettivo di illustrare alla cittadinanza ed alle istituzioni la proposta di trasformare l’Ospedale di Ceva in una struttura ospedaliera interregionale di area disagiata al servizio dei due territori confinanti. 

L’intento è permettere a tale ospedale di essere in grado, in futuro, di ricevere in emergenza anche pazienti dalla vicina Valbormida ligure, sulla base del principio che, a parità di prestazioni fornite, il paziente deve essere portato all’ospedale più vicino, superando il limite della Regione di appartenenza.

Ottima iniziativa, senza tralasciare l’intenzione mai abbandonata di ridare all’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte le caratteristiche possedute qualche decennio fa quando ancora lo si poteva considerare pienamente come tale.

Hanno partecipato alla serata i nostri deputati Mantero, Dadone e il consigliere regionale piemontese Mauro Campo, i Consiglieri regionali liguri Torterolo e Melgrati unitamente ai sindaci di Millesimo, Murialdo, Cosseria, Ceva e con rappresentanza Pallare.

Premettendo che tutti i sindaci sono stati invitati all’evento, non possiamo non denunciare la deprecabile assenza dei sindaci di Cairo e Carcare quali rappresentanti delle due maggiori comunità della valle.

La serata ha posto le basi per una collaborazione tra le istituzioni presenti per avviare un iter politico-amministrativo finalizzato a rendere praticabile la proposta dei comitati.
E’ stato preso l’impegno di proporre nelle opportune sedi un “ordine del giorno” per discutere i termini per l’avvio della procedura per la realizzazione del progetto. Stesso intento da parte dei corrispettivi piemontesi Mauro Campo, consigliere regionale del M5s e il Sindaco di Ceva.
I nostri deputati presenti hanno avvallato l’iniziativa facendosi promotori, a livello nazionale, di portare all’attenzione del legislativo l’importanza di simili iniziative che nascono dalla volontà dei cittadini di opporsi alla devastazione dei servizi sanitari a livello nazionale compiuti negli ultimi tempi da una classe politica sensibile soltanto a interessi “particolari” che non corrispondono perfettamente con quelli della gente.

La segretaria del circolo PD di Cairo, Elena Castagneto, ha espresso il suo rammarico anche personale per quanto il suo partito ha finora avvallato in tema di sanità valbormidese. Nonostante questa presa di posizione rimangono comunque in noi fortissime preoccupazioni su come in realtà ai piani alti del PD o in certe correnti renziane ed esponenti ultraliberali anche locali, votati alla privatizzazione di ogni bene e servizio fondamentale come lo può essere la sanità, siano in realtà contrari a questo progetto. Così in parte si spiegherebbe la mancata partecipazione di così tanti sindaci. A loro chiediamo di uscire dagli schemi e diktat di partito e di ascoltare la gente più che le aziende che si occupano a vario titolo di sanità, dall’edilizia ai servizi.

L’aver nel contempo citato l’esistenza di problematiche tecnico-burocratico-politiche-amministrative alla realizzazione di quanto proposto è solo un alibi per non fare nulla e soddisfare i desideri di qualcuno. Se esiste la volontà da parte di tutti di realizzare il progetto, lo si fa e le difficoltà si superano facilmente.

In questo paese siamo abituati a vedere realizzate cose improponibili e nefandezza di ogni genere nel momento in cui si trova l’accordo anche politicamente trasversale. Perciò riteniamo che per una ragione simile sia possibile, PD permettendo, fare un piccolo sforzo.

Non si trovano soldi per la sanità, per i servizi essenziali ai cittadini, per mantenere operativo un indispensabile ospedale ecc.. ma, per esempio, si trovano risorse pubbliche per costruire una strada in tempi record al servizio di un impianto industriale privato.

Queste sono le storture della nostra malapolitica nazionale e locale.
Bene, detto quanto, auspichiamo che chi venerdì ha proposto e promesso mantenga e che non siano state le solite parole al vento che prendono in giro i cittadini.
Noi ci saremo sempre, al fianco delle associazioni, alle quali riconosciamo il merito e l’onore di fare il lavoro di chi ne avrebbe l’incompiuto dovere istituzionale.

Il Meetup.

Incontro pubblico per una sanità al servizio dei cittadini


Locandina  Ass. 18 rev 4-1-p1

AURELIA BIS- PIATTAFORMA DI VADO lo smarino destinato alla piattaforma dove lo metto?


Per ora ad Albisola in località Poggio Azzurro

Lo abbiamo già scritto parecchie volte, a causa della sfasamento tra i lavori per la realizzazione dell’Aurelia bis e quelli per la costruzione della piattaforma di Vado Ligure, il materiale di risulta (smarino) per l’apertura delle gallerie non potrà, per ora, essere utilizzato per il lavori della piattaforma, nonostante la delibera regionale. Una parte di questo materiale terroso è stato spedito a Carcare, in località Paletta e poi, dopo essere stato trattato, trasferito a Cairo, in una cava, in frazione Camponuovo.

In questi giorni si è saputo che un’altra parte di smarino (a Vado ne dovrebbero andare 277.000 metri cubi) è stato deciso di depositarlo temporaneamente in località Poggio Azzurro, nel comune di Albisola Superiore. Il sito, però, potrà  ospitarne solo 20.000 metri. 

http://www.uominiliberi.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=13843:aurelia-bis-lo-smarino-dove-lo-metto&catid=40:albisola-superiore&Itemid=50

Bene, appurato quanto sopra, qualcuno ci informa, al di la di ogni ragionevole dubbio, se in tale materiale è presente amianto come affermato nel “documento ANAS: piano di gestione rischio amianto” del 21 ottobre 2013  ??

http://www.ninin.liguria.it/2014/07/03/leggi-notizia/argomenti/ambiente/articolo/aurelia-bis-lamianto-ci-sarebbe-eccome.html

PS. se così fosse, come ci regoliamo?

La meno-democrazia di Renzi tra bugie e arroganza.


La MENO-democrazia di Renzi è servita! Il Senato (che continuerà ad avere poteri costituzionali importanti come quello di eleggere il Presidente della Repubblica ed i membri del CSM) NON sarà più eletto dai cittadini. Per i referendum abrogativi le firme richieste verranno alzate da 500mila a 800mila, per le leggi d’iniziativa popolare le sottoscrizioni necessarie saranno quintuplicate da 50mila a 250mila. Sempre più poteri saranno nelle mani del Presidente del Consiglio e del Governo a scapito del ruolo del Parlamento.

Cari elettori- attivisti- rappresentanti del PD, che giustamente scendeste in piazza contro le modifiche costituzionali del governo Berlusconi e vi mobilitaste nel 2006 per il referendum che poi le bocciò, dove siete? Non vi sorge il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato, profondamente sbagliato, molto pericoloso e ben poco democratico nella MENO-democrazia di Renzi?

Per tranquillizzarli, Renzi sta facendo ‘bere’ ai cittadini la balla che la riforma sia frutto di un confronto allargato e democratico e che il governo sia aperto ai contributi e ai miglioramenti che possono arrivare dall’opposizione, ma si tratta di una vergognosa bugia!

In Commissione Affari costituzionali il Movimento 5 Stelle ha presentato oltre 220 proposte di modifica, tra emendamenti e subemendamenti, e sono state tutte respinte. Eppure si trattava di modifiche che puntavano a ridurre i costi, tagliando numero dei parlamentari e loro indennità, e a introdurre delle forme di democrazia diretta e partecipata che permettevano una forma di controllo dei cittadini sulla politica. Tutte cose evidentemente sgradite al governo.

Abbiamo constatato sulla nostra pelle che fuori dal patto di ferro tra Pd-Forza Italia il governo non intende toccare nemmeno una virgola di questo testo. Gli italiani devono sapere che le regole del gioco le stanno scrivendo in due, Renzi e Berlusconi, e tutti gli altri sono tagliati fuori senza possibilità di toccare palla.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/07/la-meno-democrazie-di-renzi-tra-bugie-e-arroganza.html

 

Savona:ospedale regalato all’industriale?


A Savona è scoppiata una buriana perché il vicesindaco della città Livio Ditullio ha detto che bisognerebbe costruire un ospedale unico per la provincia nella zona di Legino e trasformare quello attuale di Valloria in case.

L’idea come la discussione sono più che lecite. Ma sarebbe importante che Ditullio rispondesse a una domanda.

Le aree di Legino su cui costruire il nuovo ospedale saranno mica quelle di Aldo Delle piane l’industriale preferito da Ditullio ma anche da tutto il Pd savonese? Quello per intenderci a cui è stata regalata una variante del crescent bis per costruire case invece di alberghi in porto, quello a cui vent’anni fa i poteri savonesi regalarono l’ex Italsider e i permessi per trasformarla nella più grande speculazione immobiliare della Liguria. Ditullio fu uno dei soggetti fondamentali di questa operazione visto che era alla guida della Cgil e dette il consenso all’operazione. C’era anche qualche altra cosina sui due che potrete leggere nel bel libro del collega Bruno Lugaro “Il fallimento perfetto”.

Ecco, se prima di applaudire Ditullio, un altro Lugaro, consigliere comunale di Sel ci facesse sapere se dall’operazione nuovo ospedale il solito Delle piane ci guadagnerà una tonnellata di milioni sarebbe bello.

Ps: mi sorge un dubbio: una volta tanto che un ospedale, luogo di dolore, garantiva ai malati il sollievo della vista spettacolare sul mare lo spostiamo in una piana con vista stadio? Sarà mica che a Legino costruire case non conviene mentre gli appartamenti vista mare li piazzi come il pane? Per fugare i dubbi perché non ampliare il Valloria dove già si trova?

http://preve.blogautore.repubblica.it/2014/07/11/savonaospedale-regalato-allindustriale/

 

 

Aprite la mente……. spegnete la tv.


Chiediamo a tutti di seguire costantemente lo scenario politico che stiamo vivendo in questi giorni. Ciò che i mass media, il Governo Renzi e il suo fido amico Berlusconi chiamano “Riforme”, dando la parvenza che siano manovre positive, in realtà sono l’ultimo, durissimo colpo alla sovranità e democrazia di questo paese. Vogliono distruggere 60 anni di Democrazia, due persone, tutto stabilito con il famoso “patto del Nazareno”. Un Parlamento nato da una legge elettorale incostituzionale, un Presidente della Repubblica eletto 2 volte, che ha fatto distruggere le interecettazioni Stato-Mafia, un Presidente del Consiglio che nessuno ha votato, un ex Senatore, Berlusconi, condannato (con altre condanne in arrivo a brevissimo), queste sono le persone che stanno disintegrando il paese con la complicità del Ministro Boschi, sempre carina e sorridente davanti alle telecamere, mentre porta avanti la più pericolosa e devastante riforma nella storia della democrazia Italiana.
Se queste manovre dovessero andare in porto avremo un democrazia autoritaria, molto molto vicina ad una dittatura, una democrazia (se cosi si potrà ancora chiamare) dove il Presidente del Consiglio avrà poteri assoluti mentre le opposizioni, di fatto, non avranno più peso, dove ci sarà un Senato (se cosi si potrò ancora chiamare) di Nominati, ma da chi? Sempre da loro. Stanno cambiando le modalità per eleggere il Presidente della Repubblica, ma perchè? Semplice, nel patto del Nazareno (ovviamente senza lo streaming) Berlusconi avrà messo sul piatto l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica che possa garantirgli la grazia, e il cerchio si chiude piano piano, aumentano pesantemente le firme necessarie per portare avanti una proposta dei cittadini, e il cerchio si chiude ancora, sempre di più. Il loro obbiettivo è chiaro, vogliono il controllo totale, Economico, legislativo e giudiziario
Vi preghiamo di informarvi, davvero, siamo molto molto vicini al punto di non ritorno e, come al solito, sfruttano la stagione estiva, dove l’attenzione dei cittadini è meno attiva. (come successe l’anno scorso con la modifica dell’art.138). Noi non permetteremo che queste persone distruggano la costituzione, non permetteremo che queste persone facciano a pezzi l’integrità, l’equilibrio e la stabilità del nostro paese. Siamo pronti a “combattere” ma abbiamo assolutamente bisogno di tutti, questa non è una battaglia solo MoVimento 5 Stelle, questa è la battaglia dell’Italia intera, e non possiamo permetterci di perderla.
La prossima settimana sarà cruciale.
Uniamoci, ora, tutti assieme e facciamoci sentire con tutta la voce che abbiamo, siamo TUTTI cittadini sovrani non pecore in un gregge. Solo il popolo sovrano unito potrà fermarli.

Sergio Battelli

Portavoce M5S Camera

Che fine farà l’ARPAL di Savona?


Come tutte le “riorganizzazioni” dei servizi pubblici che avvengono nel nostro paese, anche quello dell’ARPAL potrebbe non portare significativi miglioramenti ma ad un deprecabile ed inesorabile peggioramento delle prestazioni fornite alla cittadinanza.

Nel piano di riorganizzazione presentato in Regione infatti è compreso l’accorpamento, entro il 2015, dei dipartimenti di Imperia e Savona, nonché la chiusura del laboratorio chimico nella sede di Savona dove rimarrà solo quello di biologia.

Sarebbe importante che i responsabili di questa decisione fornissero adeguate motivazioni per queste scelte e previsioni realistiche sulla qualità delle prestazioni fornite dall’Agenzia sull’intero territorio savonese dopo la “riorganizzazione”.

Com’è risaputo la val Bormida è un’area a “rischio” dal punto di vista ambientale per la presenza di svariate attività industriali che necessitano un costante controllo.

Riteniamo che per interventi urgenti dei tecnici ARPAL nel nostro comprensorio ci possano essere serie difficoltà a sopraggiungere dalla sede di Imperia, in tempi ragionevolmente contenuti.

Oltretutto le frequenti emissioni di sostanze nell’aria che arrecano disturbo e problemi sanitari ai cittadini, come recentemente accaduto a Ferrania, richiederebbero l’immediato intervento almeno per riuscire ad identificare la fonte di tali emissioni.

Purtroppo con questa nuova organizzazione, mancando un presidio a breve distanza, tali sopralluoghi risulterebbero impraticabili.

Pertanto, proprio per queste ragioni, riteniamo il trasferimento dell’agenzia dalla sede di Savona a quella di Imperia assurda ed inattuabile e proponiamo invece che la stessa sede di Savona, se proprio a qualcuno dà fastidio, sia dislocata a Cairo Montenotte o Ferrania dove i prezzi degli immobili sono sicuramente più bassi che in riviera, in modo da garantire sia un rapido intervento in loco riguardo alle molteplici segnalazioni dei cittadini, che un notevole risparmio sui costi della nuova sede.

PS. Quanti dei 54 dipendenti di Savona dovranno trasferirsi a Imperia?
Il Meetup.

PPS. del 11.07.14

Apprendiamo che in data 13.05.14 in Provincia di savona è stato presentato un ordine del giorno (0033968) avente ad oggetto “Ridimensionamento della sede ARPAL di Savona” dai Consiglieri Caviglione e Garassino.
Tale atto è indirizzato alla giunta nella persona dell’Assessore Sandiago Vacca al quale viene chiesto di farsi carico di attivarsi presso la Regione per far rivedere le decisioni prese in merito alla questione.
Non dimentichiamo le medesime considerazioni fatte del Consiliere regionale Maurizio Torterolo sempre sullo stesso argomento.
Bene, siamo tutti in attesa di risposte e diverse importanti decisioni da parte della Regione.
Riteniamo comunque importante una sede a Savona quanto un presidio in Valbormida.

Il Meetup

Sfuma la vendita delle aree dell’ex Acna di Cengio


È sfumata la vendita dell’ex Acna di Cengio, ora di proprietà della Syndial del Gruppo Eni e le aree tornano ad essere nuovamente sul mercato. Inutili le trattative, durate diversi mesi, con la cordata Corrival, un gruppo composto da imprenditori locali di cui fanno parte il Gruppo Pensiero, la Emi Bagnasco di Cengio, la Tersia di Maurizio Bagnasco e la Vico di Cairo, un pool che aveva manifestato interesse per l’ex sito chimico della Valbormida chiuso da anni.

Il motivo del mancato accordo sarebbe legato alla responsabilità ambientale e agli interventi che, nonostante gran parte del sito sia certificato, devono essere ancora effettuati per arrivare alla bonifica completa delle aree. I posti di lavoro che avrebbero dovuto arrivare in Valbormida grazie ai progetti Corrival erano all’incirca una cinquantina. Il Comune ha chiesto un vertice con Filse e Regione Liguria.

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/07/04/ART9tB3-cengio_delle_vendita.shtml

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: